Primo doppio turno della stagione 2023/24 di EuroLeague e il focus, inevitabilmente, è sulla gestione delle energie psicofisiche nel secondo confronto nel giro di 48 ore. Virtus e Stella Rossa stanno vivendo un momento di qualità di espressione cestistica diversa ma il Round 4 di EL, a stretto giro di posta dal precedente, appiana le disparità tecniche e coinvolge molto di più la capacità di adattamento e trasformazione dei 12 a referto, anche se non soprattutto a livello strategico. Quali contromisure hanno predisposto Luca Banchi e Duško Ivanović per nobilitare con una vittoria il ritorno di Milos Teodosic al PalaDozza da avversario? Virtus-Stella Rossa, possesso dopo possesso, è oggetto di analisi di GamePlan.
- Accoppiamenti difensivi, lato Virtus: Hackett-Napier, Belinelli-Lazic, Dobric-Giedraitis, Shengelia-Davidovac, Dunston-Bolomboy.
- Accoppiamenti difensivi, lato Stella Rossa: Lazic-Belinelli, Napier-Hackett, Davidovac-Shengelia, Giedraitis-Dobric, Bolomboy-Dunston.
- Cambi nei quintetti e nelle rotazioni rispetto alle sfide di mercoledì, difese perimetrali decisamente meno a fuoco: la scelta difensiva più comune è una drop più conservativa per preservare energie, soprattutto per i P&R che coinvolgono Dunston come difensore del bloccante.
- Sugli stagger da lato debole per le uscite di Giedraitis, arma più utilizzata dalla Stella Rossa nelle prime uscite di EuroLeague soprattutto nell’approccio del match, la Virtus cambia: Dobric non ha la stazza per seguire un tiratore di 200 cm, così Hackett può compensare partendo da una posizione di vantaggio e costringere la Stella Rossa a trovare altre vie offensive.
- Dunston in drop porta Napier a chiedere il blocco sulla palla ai 10 mt per allargare la tasca nella quale servire il roll di Bolomboy. Tecnica non purissima, ma spazio e dinamismo per sfruttare le qualità atletiche.
- Ricezione in post di Shengelia e la Stella che non raddoppia né si posiziona a zona: mantenimento delle marcature individuali per trasformare l’attacco Virtus in 1vs1 verso il centro dell’area. Toko inizia punendo col gancio.
- Napier non inizia la gara del PalaDozza come portatore iniziale, innescato dai consegnati di Lazic o Giedraitis. Obiettivo di Ivanovic è far attaccare all’ex Olimpia una difesa già mossa.
- Ricerca costante del crossmatch della Virtus: nel tennis si scende a rete per accorciare gli scambi, nella pallacanestro si cerca immediatamente in transizione l’accoppiamento con maggiore divario tecnico. Scelta corretta, esecuzione rivedibile, dato il secondo fallo di Dunston con oltre 6′ da giocare nel 1Q.
- Con Bolomboy rollante, la scelta di Banchi è farlo ricevere: allenare è questione di scelte e di cosa concedere, non potendo togliere tutto agli avversari. Difendere il P&R con uno show aggressivo e sporcare la ricezione col tag da lato debole è l’indicazione, anche se alla fine l’ex Olympiacos mettesse punti a referto.
- Gameplan difensivo di Ivanovic: costringere Belinelli e Dobric a mettere palla per terra. Anche a costo di concedergli il tiro dal palleggio, ma evitare l’arresto-e-tiro. La seconda persa sul P&R centrale evidenzia i limiti in creazione per altri palla in mano del #3 di San Giovanni in Persiceto e consiglia il cambio dell’ex della gara per inserire Cordinier.
- Anche con Cordinier la Stella si predispone per invitare il francese a entrare e attirare gli aiuti, con gli esterni flottati date le propensioni non naturalmente perimetrali sia di Shengelia che di Mickey. Il georgiano, però, è più in versione creator che mai, e anche ricezioni in spazi intasati si rivelano fonte di assist potenziali sui raddoppi della Stella.
- Leggero cambio di impostazione difensiva della Virtus: se è Davidovac a portare il blocco sulla palla, e quindi Shengelia il difensore del bloccante, si accetta il cambio, con Davidovac libero di ricevere in post – non esattamente la specialità della casa – comunque marcato da una guardia oversized come Hackett.
- Stesso show, stesso tag, stesso tiro concesso dalla Virtus sul lato debole: si sceglie quello che si ritiene il male minore (tripla di Hanga), si viene premiati dal ferro e dal controllo dei rimbalzi.
- Quintetto con Mitrovic e Simonovic consente a Ivanovic di aumentare l’aggressività sul pallone per compensare un backcourt a trazione anteriore (Teodosic-Nedovic) e mettere pressione su un creatore dal P&R come Cordinier che ancora alterna luci e ombre in termini di scelte.
- Da Bolomboy e Mitrovic la qualità nel finire al ferro col contatto è un altro universo: Shengelia arriva coi tempi giusti, ma lo show&tag della Virtus può essere modificato con un giocatore molto più abile nello short roll come il #9 biancorosso.
- Sinora la Virtus, a differenza delle scorse stagioni, ha preferito attaccare le guardie sottodimensionate avversarie non tanto attraverso le ricezioni in post quanto sfruttandoli con blocchi sui quali navigare o sfruttando le loro dimensioni in situazioni di aiuto. Come si comporta con Teodosic e Napier? Con Shabazz non lo si è fatto, non lo si fa nemmeno con Teodosic. Essere meno imprevedibili, anche a costo di ottenere meno nell’immediato, per essere pronti a più evenienze?





