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Ramagli e la nuova mappa del basket: «Il Triveneto è la locomotiva della A»

Cinque promozioni dalla Serie A2 alla Serie A. Un curriculum che parla da solo e che Alessandro Ramagli ha arricchito ulteriormente nell’ultima stagione, trascinando Verona verso il salto di categoria. Il tecnico livornese è ormai una garanzia assoluta in cadetteria, e il Messaggero Veneto lo ha intervistato in apertura di una serie di colloqui estivi con i principali allenatori del panorama cestistico italiano.

Ramagli conosce molto bene il Nord Est: ha guidato l’Apu Udine nel 2019-2020, in quel campionato interrotto bruscamente dalla pandemia nei primi giorni di marzo. E ora, proprio da quella stessa area geografica, è arrivata la sua soddisfazione più recente.

“La geografia del basket è cambiata ed è una bella cosa vedere il Triveneto locomotiva della serie A. Ci saranno tanti derby e non nascondo che la presenza di tante squadre vicine semplifica il lavoro di organizzazione della pre-season. Si risparmia pure benzina, che non guasta, e così riduciamo pure l’inquinamento”

Nel prossimo massimo campionato saranno ben cinque le squadre provenienti dal Nord Est. Una concentrazione che Ramagli accoglie con grande entusiasmo, non solo per il valore del movimento locale ma anche per ragioni pratiche legate alla gestione della preparazione estiva.

Ramagli: “Questa la promozione più difficile”

Tra le cinque promozioni centrate in carriera, il coach indica l’ultima con Verona come la più complicata, ma sul piano personale prima ancora che su quello strettamente sportivo:

“È stata la più difficile. Anche a Pesaro ero entrato da subentrato, ma in un contesto completamente diverso. Questa è stata un’annata complicata: ero a Bergamo, la squadra mi piaceva molto, poi la società è fallita. Quando mi sono fermato ho deciso di rimettermi in gioco, perché convertirsi a stagione in corso non è una cosa semplice. Ecco perché dico che è stata più difficile: il motivo è personale, non sportivo”

Sul mercato di Verona il lavoro è ancora in pieno svolgimento. Il roster non è completo, ma Ramagli vede già segnali incoraggianti: “Avverto vibrazioni positive”, ammette il coach, consapevole però che il salto in Serie A comporta logiche di mercato opposte rispetto alla cadetteria:

“Noi siamo gli ultimi arrivati e saremo gli ultimi ad allestire la squadra. Sarà una serie A grande, con un divario ancora più difficile da colmare fra le squadre di vertice e quelle che lotteranno per la salvezza”

Udine, il modello Cividale e la Serie A2 come vivaio per gli italiani

Ramagli spende parole di profonda stima anche per l’Apu Udine, dove la dirigenza e lo staff tecnico si stanno muovendo con decisione: “L’Apu ha un grande allenatore come Vertemati e sta lavorando bene sul mercato”. Il modello a cui guarda con maggiore ammirazione in chiave futura, tuttavia, si trova a pochi chilometri di distanza ed è Cividale:

“Credo che la serie A2 debba prender spunto. Ce ne vorrebbero dieci di Cividale, perché la A2 è il vero campionato di formazione degli italiani.”

Un concetto su cui il tecnico livornese insiste particolarmente: la seconda serie nazionale dovrebbe essere il laboratorio naturale in cui far crescere i talenti di casa nostra, e il progetto del club friulano rappresenta, ai suoi occhi, il punto di riferimento ideale per l’intero movimento.

In chiusura, una battuta sulla Nazionale: le due vittorie nelle amichevoli recenti sono un segnale positivo in vista delle imminenti qualificazioni ai Mondiali. Il CT Luca Banchi sta portando avanti un ottimo lavoro, facilitato anche dall’innesto dei giocatori reduci dalle finali playoff. Si prospetta un’estate di basket caldissima, con il Triveneto pronto a recitare una parte da assoluto protagonista.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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