Vent’anni dopo essere diventato il primo europeo scelto con la prima chiamata assoluta al Draft NBA, Andrea Bargnani guarda il basket da una prospettiva completamente diversa. Dal 2025 ricopre il ruolo di executive advisor della Lega di Serie A, incarico affidatogli dal presidente Maurizio Gherardini. Dalle stanze dove si programma il futuro, “il Mago” osserva con urgenza le sfide del movimento cestistico italiano.
Nato a Roma nel 1985, cresciuto a Treviso ed esploso in NBA a Toronto, Bargnani ha unito il talento sul parquet a una solida formazione accademica in economia aziendale tra Luiss, Bocconi e Insead. Oggi mette queste competenze al servizio dello sviluppo della Lega, seguendo progetti chiave come la piattaforma LBA TV, il marketing e l’area digital.
Il problema strutturale: spendere quello che non si ha
Per Andrea Bargnani, il divario tra Europa e Stati Uniti non è solo una questione di stipendi, ma di sostenibilità del sistema. In NBA i giocatori percepiscono il 50% dei ricavi; in Europa, spesso si attinge a un sistema che genera deficit:
«Il principio è che non si possono continuare a spendere soldi che non si hanno. Non sono sbagliati i 50 milioni guadagnati in NBA, ma i 500mila euro ottenuti qui. Ecco perché servono regole vere di financial fair play, di sostenibilità, ma anche le migliori regole finanziarie non serviranno a nulla se non aumentiamo la torta. È indispensabile aumentare i ricavi», ha dichiarato a Il Sole 24 ore.
La ricetta proposta non è solo il contenimento dei costi, ma la crescita organica del fatturato. Andrea Bargnani cita la Germania come esempio virtuoso: un sistema sano che ha preferito rinunciare ai top player per costruire basi finanziarie solide. Il potenziale di crescita è enorme, considerando che le franchigie NBA vengono valutate fino a 17 volte i ricavi annui, contro le 5 volte dei club di calcio europei.
Il sogno NBA Europe e il nodo degli impianti
Il futuro potrebbe passare per il progetto NBA Europe: una competizione a 16 squadre che integri il modello economico statunitense con la tradizione continentale. Per Andrea Bargnani, questa sinergia potrebbe superare la stessa NBA, a patto di risolvere il conflitto tra calendari e federazioni.
«Mettere insieme gli economics della NBA con la tradizione e i 270 milioni di appassionati europei potrebbe dar vita a qualcosa destinato a superare in prospettiva lo stesso campionato nordamericano.»
Tuttavia, esiste un ostacolo insormontabile senza interventi strutturali: gli impianti. L’Italia sconta un ritardo di decenni rispetto alla Spagna. Sebbene realtà come Tortona, Cantù, Bologna e Venezia stiano investendo in nuove arene, il percorso è ancora lungo. Per Andrea Bargnani, il traguardo è chiaro: club che non dipendano più dal mecenatismo di singoli imprenditori, ma da un modello aziendale autosufficiente.
