Per una squadra che ambisce a competere almeno per l’ingresso nel Play-In di EuroLeague, la trasferta nel sud della Francia dovrebbe rappresentare un viaggio dal quale tornare tranquillamente col referto rosa nel bagaglio. Se però l’Asvel è reduce da un cambio di guida tecnica in settimana e, più che il nuovo coach Gianmarco Pozzecco, ha vissuto il distacco definitivo di un rapporto aggrovigliatosi e irrigiditosi tra coaching staff e dirigenza, Asvel-Virtus si trasforma in un banco di prova notevole per la solidità mentale della squadra di Luca Banchi. Nella seconda sfida tra commissari tecnici part time di selezioni nazionali dopo l’esordio con lo Zalgiris di Maksvytis, le Vu Nere affrontano un Asvel privo di Luwawu-Cabarrot e con rotazioni e gerarchie da definire. Per analizzare come, possesso dopo possesso, Bologna ha affrontato la sfida dell’Astroballe, ecco il consueto appuntamento con GamePlan.
- Accoppiamenti difensivi lato Asvel: Lee su, Jackson-, Lighty-, Lauvergne-Shengelia, Fall-Dunston.
- Accoppiamenti difensivi lato Virtus: Hackett su Lee, Belinelli-Lighty, Cordinier-Jackson, Shengelia-Lauvergne, Dunston-Fall.
- Scelta iniziale di Pozzecco: far ricevere in post con un cross screen (blocco orizzontale sulla linea di fondo) l’uomo marcato da Belinelli. La Virtus non raddoppia ma propone un soft dig dal gomito con Cordinier, senza mettersi a zona su lato debole. Il rimbalzo offensivo di Fall, nonostante il tagliafuori di Dunston, può essere una chiave della gara.
- Belinelli attaccato da una parte, Belinelli attaccante dall’altra: no stagger per attirare eccessivamente le attenzioni su lato debole ma pin down centrale, secondo la tendenza di questo inizio di stagione della Virtus di Banchi.
- Non solo l’uomo marcato da Belinelli ma anche il 4 dell’Asvel viene fatto ricevere tramite un back screen spalle a canestro: raddoppiare o predisporre una zona quando c’è in campo Fall sarebbe un rischio troppo grande per una Virtus che non ha cm da opporre al francese. Pozzecco lo sa e cerca di punire il dinamismo dei propri 3 e 4 in post.
- Non è un caso che i primi tre possessi offensivi della Virtus siano gestiti se non in prima battuta ma almeno nel primo momento in cui creare vantaggio da Cordinier: le scelte del francese da P&R non sono e forse non saranno mai immacolate, ma le letture in riapertura sul perimetro mostrano miglioramenti gara dopo gara.
- Problema che la Virtus si troverà ad affrontare con maggiore costanza con l’avanzare del calendario di EuroLeague: Dunston è sì cattedratico – vedasi la difesa in closeout sui drive&kick per Jackson – ma ormai non più verticale, in particolare se non può sfruttare il timing per la stoppata su un esterno in penetrazione. Contro lob threat come Fall le alzate non conoscono contraerea virtussina efficace. Che siano tag più profondi a risolvere la situazione?
- Gli stagger per Belinelli non sono eliminati dal playbook delle Vu Nere: rispetto a un doppio blocco verticale la Virtus sta proponendo un’angolazione diversa, che permette al capitano di ricevere tagliando in diagonale e ricevere al gomito per avere una tripla soluzione e non solo il tiro. Belinelli può sì concludere in C&S ma, leggendo la difesa, può anche aprire il palleggio e penetrare o servire il secondo bloccante nella tasca. Più gradi di lettura richiesti a Belinelli, di certo non l’ultimo arrivato in quanto a esperienza pregressa per valutare il da farsi.
- Dopo quasi 3′, ecco altri protagonisti iscriversi alla contesa: primo dribble hand off per la tripla in movimento di uno dei migliori tiratori in motion dell’intera EuroLeague, all’anagrafe Franck Jackson, prime transizioni gestite da Shengelia per accumulare tiri liberi, caricare di falli gli esterni dell’Asvel e trovare punti facili e veloci.
- Jackson è sì grandissimo tiratore ma limitato creatore: Banchi lo sa e propone un cambio difensivo sui P&R laterali gestiti dall’americano, con Shengelia a contenere e Cordinier a lavorare sulla linea di passaggio. Invitare Jackson a liberarsi del pallone ed essere pronti per recuperare il pallone: GamePlan perfettamente eseguito.
- Dopo quasi 4′ non si deve negare un’affermazione: questo è il Tornik’e Shengelia meno lucido del 2023/24. Le scelte sono corrette, ma l’esecuzione non è pulita. La solidità di Bologna deve mostrarsi ora, quando il suo giocatore più in forma sino al momento non sembra il giocatore più in forma della serata.
- La rubata di Lee, la correzione al ferro di Fall, il dinamismo di Lauvergne, lo sfondamento di Dunston: nulla di particolarmente tecnico, ma l’energia e la disponibilità a rendere la partita il più fisica possibile è il segnale più lampante del cambio di guida tecnica in casa Asvel.
- Il controllo dei rimbalzi sembra, forse per la prima volta da quando Luca Banchi siede sulla panchina della Virtus, l’ago della bilancia della gara: le percentuali non sono scintillanti, chi otterrà maggiori possessi dal controllo delle carambole potrà prevalere.
- Non raddoppia la Virtus sui post degli esterni marcati dal Beli – Kahudi compreso -, non raddoppia l’Asvel sulla prima ricezione in post di Shengelia: lo staggerare i minuti di Lauvergne con quelli del goergiano ha i suoi pro ma anche i suoi contro, come a esempio una difesa sul piede perno del georgiano non all’altezza dei movimenti di Toko.
- In una serata come questa, la risposta al canonico quesito della Virtus di Banchi è inequivocabile: il Pajola tiratore sugli scarichi è il Pajola più importante. Ora sta anche alla difesa perimetrale della Virtus girare la vite per evitare ricezioni troppo profonde per i lunghi dell’Asvel, meno forti ma molto più energici di quelli bolognesi.
- Detto, fatto: due show più aggressivi sul pick&roll, due giochi a due rispediti al mittente, una ricezione oltre lo scadere dei 24″ per Egbunu. Se la Virtus pareggia l’energia dell’Asvel, il +3 di fine 1Q è destinato ad aumentare nel giro di pochi possessi.





