La Virtus non è stata proprio fortunata in questi playoff. Prima la perdita del capitano Alessandro Pajola per il suo secondo infortunio tosto di stagione e poi nella prima gara è arrivato anche quello di Derrick Alston Jr. che è stato un vero e proprio macigno per la squadra bianconera. Con il nostro esperto andiamo ad analizzare l’infortunio per la sua natura, la terapia e i tempi di recupero basati sui dati che abbiamo o che possiamo ipotizzare.
Una frattura scomposta del metacarpo è un infortunio grave ma abbastanza raro nella pallacanestro.
Purtroppo è un infortunio che interessa una delle ossa della mano e quindi ha un impatto considerevole sulla prestazione del cestista che ne soffre. Il metacarpo è un osso che ‘collega’ il polso alle falangi e costituisce la struttura rigida del palmo della mano. È molto vulnerabile quando il carico meccanico è di tipo torsionale oppure quando viene applicata una forza ortogonale all’asse lungo dell’osso stesso, come nel caso di un trauma diretto tipo schiacciamento del palmo o del dorso della mano.
Nel caso di Alston jr la frattura è scomposta, il che significa che per consentire all’osso di ripararsi in modo corretto non è sufficiente immobilizzare e lasciare a riposo l’osso.
Per guidare la formazione del nuovo tessuto osseo, che fa da ponte e salda i due monconi del metacarpo fratturato, si deve applicare un supporto esterno (placca in acciaio o altri materiali biocompatibili) e vincolarlo all’osso con delle viti in modo da tenere i due monconi allineati e guidare cosí il processo di riparazione. Cosí facendo si minimizza la formazione di tessuto osseo in eccesso che a livello del palmo della mano potrebbe lasciare complicazioni non trascurabili, per esempio compressione di nervi o dei tendini o muscoli intrinseci della mano.La frattura dovrebbe risolversi e l’osso saldarsi bene in 20-30 giorni dopo di che si puo’ iniziare la riabilitazione.
In genere le placche possono non essere rimosse, con un secondo intervento chirurgico, e quindi accelerare i tempi di recupero funzionale. Nel caso specifico di Alston jr, dovendo indossare almeno inizialmente una protezione rigida, incompatibile con la presenza in campo, è probabile che il tempo di rientro sul parquet sia abbastanza lungo, ma se l’osso dovesse saldarsi bene e fosse possibile indossare un tutore protettivo non rigido potremmo anche rivederlo in campo durante i playoff.
