Attacco
Bobi Klintman è un’ala lunga e fluida, con una base tecnica interessante come tiratore piazzato e buone capacità di muoversi senza palla, sia a metà campo sia in transizione. La prima qualità che la Virtus proverà verosimilmente a valorizzare sarà la sua capacità di punire sugli scarichi con il tiro pesante.
Da questo punto di vista, Klintman arriva da una stagione incoraggiante: in situazione di catch-and-shoot da tre punti ha convertito il 39% dei tentativi, con 44 canestri realizzati su 112 conclusioni. Il dato va però letto con attenzione, perché emerge una differenza significativa tra i tiri contestati, chiusi con il 31% (22/70) e quelli non contestati, convertiti con un eccellente 52% (22/42, dati Synergy).
Nel complesso, resta comunque un miglioramento evidente rispetto alla stagione 2024/25, nella quale si era fermato al 27% dall’arco su 106 tentativi. Da capire quale delle due annate rappresenti maggiormente il suo reale livello da tiratore, anche se i precedenti in Australia – 39% su 69 tentativi nella stagione 2023/24 – e a Wake Forest – 37% su 73 tentativi – suggeriscono che la mano sia credibile.

Il tema del tiro sugli scarichi inciderà anche su quanto Klintman potrà essere pericoloso mettendo palla a terra per attaccare i closeout. In attacco, infatti, è un giocatore che produce soprattutto in funzione di ciò che i compagni costruiscono intorno a lui, più che attraverso iniziative autonome dal palleggio: nell’ultima stagione G League solo il 23% dei suoi canestri non è derivato da un assist di un compagno. Per questo dovrà dimostrare di saper leggere bene le situazioni e di sfruttare con efficienza i vantaggi concessi dalle difese. Finora, in questo tipo di contesti, gli esiti sono stati piuttosto altalenanti. Klintman non dispone di un primo passo particolarmente esplosivo, né di una verticalità tale da permettergli di compensare sistematicamente una separazione limitata.
Diventa quindi fondamentale, da un lato, che sia realmente pericoloso in termini di percentuali, così da costringere le difese a recuperi più aggressivi; dall’altro, che migliori nella lettura di quei recuperi, trovando spazi più ampi una volta messa palla a terra, anche perché il tocco nei pressi del canestro ad oggi non è particolarmente morbido: nelle ultime tre stagioni, tra Australia, G League e NBA ha il 37,3% in situazioni di metà campo su tiri che siano lay up o floater, un dato sicuramente da migliorare.

La capacità di incidere quando gli spazi sono già aperti emerge soprattutto in transizione, dove Klintman è sempre pronto a farsi trovare sia come prima opzione sia come rimorchio, così da convertire punti facili prima che la difesa possa schierarsi. Nelle ultime tre stagioni circa un quarto delle sue conclusioni è arrivato proprio da queste situazioni. Corre bene il campo e sa farsi trovare con puntualità sia vicino al ferro, per ricezioni profonde e finalizzazioni rapide, sia allargando il campo, in particolare negli angoli, dove può punire con il tiro da tre punti.

Senza palla, Klintman è un giocatore capace di muoversi con intelligenza, leggendo bene gli spazi e dettando linee di passaggio ai compagni, soprattutto quando può sfruttare la linea di fondo. Anche in questo caso, però, questa qualità va bilanciata con un’efficacia realizzativa nei pressi del ferro non ancora di alto livello. Un po’ per l’esplosività limitata, a cui si accennava in precedenza, e un po’ per la fatica, talvolta, ad assorbire i contatti dei lunghi in aiuto, le sue percentuali al ferro in situazioni di taglio non hanno mai superato il 50% nelle due stagioni in G League.
In Europa troverà, tendenzialmente, atleti meno esplosivi rispetto al contesto statunitense, ma questo resta comunque un punto di miglioramento importante: per rendere davvero efficace la sua capacità di leggere tempi e spazi, dovrà diventare più solido e continuo come finalizzatore vicino al canestro. Anche perché le capacità di base, come si vede dalla clip seguente, ci sono tutte.

Nella sua esperienza NBA, l’organizzazione dei Pistons ha provato il più possibile a spostare Bobi Klintman sul perimetro, mettendogli palla in mano quando possibile per capire fino a che punto il suo gioco da ball handler potesse essere sviluppato. In due anni ha chiuso quasi un centinaio di possessi come creatore principale nel pick-and-roll, ma i risultati sono stati piuttosto deficitari: 0,87 punti per possesso, con una turnover percentage vicina al 25%. Una situazione che ha inevitabilmente inciso anche sul suo dato complessivo turnover percentage, attestatosi al 21% in questa stagione e al 26,3% in quella precedente, nella quale, non a caso, aveva giocato la maggior parte di quei possessi da ball handler nel pick-and-roll: 70 sui 96 totali.

Ad oggi, insomma, Klintman si conferma un giocatore non particolarmente a suo agio palla in mano come creatore. L’entità di alcuni suoi numeri, però, va letta anche dentro il contesto di una franchigia che ha scelto una sorta di terapia d’urto: metterlo direttamente in partita di fronte ai propri limiti, nel tentativo di limarli e di capire se potesse evolvere nel ruolo immaginato per lui da Detroit.
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