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Euroleague a 18 o a 20? Il dubbio rimane…e la Virtus?

Uno dei maggiori punti interrogativi per quanto riguarda la stagione 2025-2026 di EuroLeague è sicuramente quello del numero di squadre che andrà a comporre la competizione.
Da mesi, ormai, si discute della possibilità che EuroLeague decida di ampliare il numero delle squadre partecipanti, portandolo da 18 a 20.
Ad oggi, però, un accordo definitivo non è stato ancora trovato e, come spesso succede, EuroLeague naviga ancora a vista per una stagione che dovrebbe essere fondamentale, considerando che potrebbe essere l’ultima prima dell’arrivo in Europa della NBA.
Cerchiamo di analizzare, dunque, quale situazione potremmo vedere nelle prossime settimane e come si potrebbe comporre il tabellone della prossima stagione di EuroLeague.

Le certezze

Una prima certezza c’è già: l’ALBA Berlino lascerà la competizione dopo 24 anni di collaborazione con ECA. Il club tedesco, infatti, nella prossima stagione giocherà nella FIBA Basketball Champions League, interrompendo quindi la sua presenza nella massima competizione di ECA.
Molti appassionati sono stati sollevati da questa scelta, visto che ritenevano l’ALBA un club senza le ambizioni necessarie per stare in EuroLeague ma per la massima competizione europea perdere un mercato come quello di Berlino non è affatto una buona notizia.

È vero che, soprattutto nelle ultime stagione, l’ALBA, in campo, ha dimostrato di non poter certo stare al livello delle principali contender ma dal punto di vista commerciale e di appeal della competizione, soprattutto in un momento in cui FIBA e NBA vogliono provare a cambiare le carte in tavola, perdere Berlino rappresenta un brutto colpo da subire per EuroLeague.

L’altra certezza è rappresentata dall’Hapoel Tel Aviv, fresco vincitore dell‘EuroCup, che entrerà nella competizione a prescindere da quello che sarà il format.
La squadra israeliana, infatti, ha ottenuto il diritto a partecipare grazie alla vittoria dell’EuroCup e andrà, sostanzialmente, a prendere il posto del Paris Basketball, che aveva vinto l’EuroCup la scorsa stagione.
I francesi, infatti, grazie alla qualificazione ai playoffs, si sono guadagnati la conferma anche per la prossima stagione, oltre a rimanere in contatto con EuroLeague per ottenere una licenza pluriennale.

18 o 20 squadre? Che differenza per la Virtus?

Per quanto riguarda il futuro della Virtus Bologna nella massima competizione europea, invece, molto dipenderà dal numero di squadre che andranno a partecipare all’Eurolega la prossima stagione. La squadra bolognese, infatti, non avendo una licenza pluriennale, deve sperare in una wild card per avere l’accesso alla competizione anche la prossima stagione.

Nelle scorse settimane, la dirigenza della Virtus aveva confermato i contatti con EuroLeague per l’ottenimento di una licenza triennale ma il patron Zanetti aveva anche fatto capire che c’era ancora bisogno di negoziare, visto che il costo di questa licenza triennale era piuttosto oneroso.
Paulius Motiejunas, CEO di EuroLeague, in una recente intervista aveva speso parole di apprezzamento per il progetto della Virtus Bologna ma aveva anche aggiunto che una decisione definitiva sull’espansione a 20 squadre era ancora da prendere.
Il futuro della Virtus in EuroLeague, infatti, dipende in gran parte dal numero di squadre partecipanti alla competizione.

Se il board di EuroLeague dovesse optare per mantenere le 18 squadre, diverse fonti hanno riferito alla nostra redazione che la Virtus potrebbe rimanere fuori, con EuroLeague che darebbe la precedenza a Valencia, forte anche della nuova arena da più di 15 mila posti. Se, invece, EuroLeague optasse per la soluzione a 20 squadre, a quel punto la partecipazione della squadra bolognese alla massima competizione europea anche nella prossima stagione sarebbe pressochè scontata.

Valencia, però, sta valutando anche delle possibilità alternative. La squadra spagnola, infatti, ha da tempo aperto una canale di comunicazione con FIBA, che la vorrebbe portare dentro la BCL, nell’attesa dell’arrivo del progetto NBA in Europa. La dirigenza valenciana, dunque, sta ragionando su quale potrebbe essere la soluzione migliore per il proprio futuro.

Manca coesione

Come spesso succede in Eurolega, ci sono opinioni contrastanti sull’espansione. Diversi degli shareholders, infatti, ritengono che sia ancora troppo presto per aumentare il numero di squadre nella competizione. Inoltre, un aumento del numero delle squadre con il mantenimento dell’attuale format con girone all’italiana comporterebbe un ulteriore aumento dei doppi turni in un calendario in cui lo spazio è già virtualmente inesistente.

Un’altra preoccupazione di almeno alcuni degli shareholders riguarda, poi, anche la prospettiva futura. Real Madrid, Barcelona e ASVEL non hanno ancora firmato l’estensione con EuroLeague e sono corteggiate dal nuovo progetto in partnership tra FIBA e NBA, dunque aumentare il numero delle squadre in questo momento, quando mancano ancora molte certezze su quello che sarà il futuro del basket europeo, viene visto come una mossa poco saggia.

La dirigenza di EuroLeague ha aperto trattative con molti club per concedere nuove licenze pluriennali ma, allo stesso tempo, è perfettamente consapevole che il timing per un’espansione potrebbe slittare.
Inoltre, diversi dei club in trattativa per ottenere una licenza pluriennale, come Partizan Belgrado e Stella Rossa, non sono affatto soddisfatti dei termini attualmente proposti da EuroLeague e ritengono di dover ottenere maggiori introiti.
La partita, dunque, rimane ancora del tutto aperta e i tempi, come spesso accade, rischiano di dilatarsi, andando a creare un ulteriore danno ai club.

 

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