Sabato mattina Israele si è svegliata con le sirene, mentre veniva annunciato l’inizio di operazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Da quel momento, la risposta iraniana ha colpito diverse basi americane in Medio Oriente, tra Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Kuwait.
L’impatto non si è limitato alla geopolitica. Anche il mondo dello sport – e in particolare l’EuroLeague – è stato immediatamente coinvolto.
NEXTgen bloccato a Dubai
Le prime tensioni si sono registrate durante il torneo NEXTgen in corso a Dubai. Le chiusure degli aeroporti hanno di fatto bloccato squadre giovanili e membri dello staff tecnico in città, tra cui anche figure di alto profilo come Šarūnas Jasikevičius.
La situazione logistica si è complicata rapidamente, imponendo interventi urgenti sul calendario europeo.
Le partite rinviate
Il conflitto ha già prodotto modifiche concrete al calendario:
Hapoel Tel Aviv vs Paris Basketball, inizialmente in programma martedì come recupero del Round 21, è stata rinviata.
Il primo derby storico di EuroLeague tra Maccabi Tel Aviv e Hapoel Tel Aviv, previsto giovedì in Israele, è stato sospeso.
Anche Dubai BC vs Partizan, in programma giovedì negli Emirati, è stato rinviato.
Secondo fonti israeliane (Sport 5), il derby di Tel Aviv sarebbe stato riprogrammato per lunedì 9 marzo, ma la sede resta ancora da definire.
Le nuove date ufficiali per gli altri incontri non sono ancora state comunicate.
Squadre in movimento tra Europa e Medio Oriente
La situazione ha creato uno scenario logistico complesso:
I giocatori del Maccabi Tel Aviv, rientrati dalle rispettive Nazionali (Brasile, Francia e Israele, impegnata a Cipro), si stanno ricongiungendo a Belgrado.
Restano bloccati a Dubai Lonnie Walker IV, Jimmy Clark e Oshae Brissett.
L’Hapoel Tel Aviv ha lasciato Israele via Egitto, per poi raggiungere la Bulgaria.
Belgrado, già sede temporanea per le squadre israeliane in passato, potrebbe tornare ad essere un punto di riferimento logistico.
Un calendario fragile
L’EuroLeague aveva già affrontato negli ultimi anni difficoltà legate a conflitti geopolitici. L’ingresso di Dubai BC e la presenza di due club israeliani avevano ampliato la dimensione internazionale della competizione, ma anche la sua esposizione a instabilità regionali.
Ora la priorità è garantire sicurezza e trovare soluzioni pratiche. Il calendario, però, rischia di comprimersi ulteriormente in una stagione già densa.
Lo sport non si ferma, ma deve adattarsi. E in questo momento l’EuroLeague sta navigando in un contesto che va ben oltre il parquet.
