Dopo un biennio disputato a alti livelli con la maglia del Baskonia, Trent Forrest ha scelto di sposare il progetto del Fenerbahçe, al centro di un profondo restyling estivo volto a confermare la franchigia turca tra le primissime candidate al titolo di EuroLeague. Il playmaker statunitense classe 1998 ha spiegato ai microfoni di Eurohoops i retroscena che lo hanno spinto ad accettare la corte della società di Istanbul e a mettersi a disposizione di coach Šarūnas Jasikevičius:
«Volevano semplicemente che arrivassi e fossi me stesso. Il Fenerbahçe parla da sé: è una delle organizzazioni di più alto livello in Europa. Volevo far parte di una squadra vincente, competere per le Final Four e puntare a vincere titoli di EuroLeague. Per me è stata una scelta ovvia.»
L’impatto di Forrest con la fisicità europea e la consacrazione in Copa del Rey
Analizzando il suo percorso di adattamento sul palcoscenico del Vecchio Continente, Forrest ha sottolineato quanto l’impatto con la fisicità e i contatti dei tornei europei sia stato il fattore più complesso da assimilare dopo il passato in NBA:
«Alcuni compagni che avevano già giocato in Europa me ne avevano parlato, ma è qualcosa che non si può capire fino a quando non ci si trova a giocare qui. È stato l’aspetto che mi ha colpito di più al mio arrivo.»
Un processo di crescita culminato nella prestigiosa finale di Copa del Rey contro il Real Madrid, sfiorando la tripla doppia con un tabellino da 22 punti, 11 rimbalzi e 9 assist. Una prestazione da leader che l’esterno americano considera una conferma della propria dimensione tecnica:
«Ho sempre saputo chi sono e di cosa sono capace. Quella partita non ha cambiato il modo in cui mi vedo, ma ha semplicemente confermato chi posso diventare e cosa posso fare. Mi ha dimostrato che sono in grado di segnare, catturare rimbalzi e servire assist a questi livelli.»




