La Virtus Bologna sbanca il Forum per 69-75 del big match di ritorno di LBA, conquistando il primo posto in classica. Gli ospiti offrono una partenza nettamente migliore rispetto a quella dei padroni di casa, toccando anche il +14, e hanno il merito di resistere alla spallata dell’Olimpia nel terzo quarto, quando l’inerzia sembrava definitivamente girata.
No Napier no party
L’infortunio di Pangos ha costretto Messina a dover rimettere in rotazione Mitrou-Long come cambio di Napier, ma l’ex Brescia non è riuscito a incidere sulla partita. Milano, ancora una volta, si è scoperta corta sugli handler nel momento in cui Pangos è rimasto fuori per infortunio, e tutto il peso della gestione è finito su Napier.
Mitrou-Long, rimesso in rotazione in emergenza dopo essere sostanzialmente uscito dal progetto tecnico, ha sempre dato l’impressione di rinunciare a qualsiasi iniziativa e di lavorare da “gestore”. Completamente avulso, ha costretto Messina a 32′ di utilizzo del prodotto di UConn.
Come ti giro la partita
Milano ha avuto un solo reale momento positivo nella partita, e questo è coinciso con l’adeguamento difensivo che ha tolto le ricezioni in uscita dai blocchi della Virtus.
Nel primo tempo Belinelli era spesso accoppiato a Baron, il quale difetta di cm in uscita dai blocchi per ostacolare il tiro e ha spesso costretto i suoi compagni a cambi in emergenza. Nel secondo tempo, complice l’ottimo lavoro di Tonut, l’Olimpia opta per uno show forte lontano dalla palla per togliere la ricezione, o raddoppiare in caso di ricezione.
Belinelli, tolto il tiro, è stato costretto a mettere palla a terra rallentando di molto l’attacco di Bologna. La Virtus ha impiegato un intero quarto per riprendere il filo del discorso.
Insolitamente lenti
Uno degli aspetti che ha determinato la sconfitta di Milano è l’insolita lentezza difensiva dei suoi lunghi. In particolare la difesa di Milano ha sofferto le incursioni di Shenghelia, andando sempre in affanno nel contenere le partenze palla in mano del georgiano. Sia con Hines, sia con Melli, l’Olimpia è stata costretto a mandare sempre più uomini in aiuto e a esporsi al tiro.
Le ottime percentuali della Virtus sono figlie soprattutto dell’ottimo lavoro del georgiano sotto i tabelloni.
Handler e letture
La chiave principale della vittoria della Virtus passa dalla qualità delle letture dei suoi handler. L’assenza di Teodosic solitamente espone la squadra di Scariolo a qualche difficoltà nel creare palla in mano, ma oggi le ottime prove di Hackett, Mannion e Lundberg hanno permesso alla squadra ospite di non pagare questa scelta.
Nello specifico la prova dei play di Scariolo ha un comune denominatore: le letture contro la difesa drop di Milano. Sfruttando l’inevitabile difficoltà di Napier e Baron di passare in maniera fisica sopra i blocchi, gli esterni in maglia bianconera hanno sempre sfruttato molto bene il lavoro del pick per creare separazione. Che fosse da 3 come Mannion, o dalla media come Hackett, l’attacco felsineo ha messo in campo un’ottima selezione dei tiri.
Triple e altri rimedi
Lo staff di Scariolo ha sicuramente preso visione delle partite recenti di Milano e ha optato per una serie di scelte per togliere il tiro da 3 agli uomini più caldi della squadra di Messina.
Fin da subito usa quintetti molto fisici (Abass e Weems insieme) per uscire forte sui set offensivi che prevedevano gli stagger di Milano per Baron. Uscita forte sui tiratori, scelta di spingere dentro l’avversario per mandarlo contro gli aiuti di Shengelia e Jaiteh.
L’ottimo lavoro della batteria esterni della Virtus ha permesso a Scariolo di togliere ritmo fin da subito all’attacco di Milano. Lo stesso Napier, solitamente abile nel dilatare lo spazio del pick and roll, è stato “costretto” ad un alto numero di tiri dalla media. 0/6 da 3 dato molto significativo dell’efficacia della scelta.
Quintetto big
A differenza della partita d’andata, questa volta è stata la Virtus a imporre la propria fisicità sulla partita. La partenza di Abass in quintetto era già una dichiarazione di intenti, ma Scariolo ha voluto prima di tutto rispondere fisicamente alla strutturazione con 3 esterni di Milano.
In partenza Abass, e nel corso dei 40 minuti le prove di Hackett e Weems hanno permesso alla Virtus di avere diversi mismatch fisici in giro per il campo che hanno sempre sfruttato in maniera ottima. Situazioni che hanno spesso costretto Milano ad dover staccarsi più del dovuto dal lato debole per aiutare un compagna, e sulle quali Scariolo è stato in grado di costruire un attacco che quasi sempre fatto scelte giuste.
