Il primo bilancio della Giorgio Armani SPA dopo la morte del fondatore si chiude tecnicamente in rosso, ma il segno negativo è quasi simbolico: -407.000 euro su un gruppo da oltre due miliardi di ricavi. La solidità finanziaria della società, oggi guidata da Giuseppe Marsocci, rimane fuori discussione.
I numeri del 2025, riportati da Sara Bennewitz su Repubblica, mostrano ricavi in calo del 4,6% a 2,19 miliardi di euro (–2,8% a parità di cambi) e royalties da occhiali e profumi in flessione del 4,7%, a 224,3 milioni. Sul fronte operativo, però, il quadro è tutt’altro che negativo: il margine operativo lordo cresce del 4,5% a 412 milioni, mentre l’utile operativo balza del 18% a 79,2 milioni.
A trascinare verso il basso il risultato finale sono la gestione finanziaria e l’effetto cambi: una perdita di 55,9 milioni, contro le plusvalenze da 7,7 milioni registrate nel 2024. L’utile ante imposte crolla così da 74,5 a 21,9 milioni, e il bilancio si chiude con quella perdita minima di poco più di 400.000 euro.
Dividendi distribuiti e futuro della proprietà
Nonostante il rosso finale, il consiglio di amministrazione presieduto da Leo Dell’Orco ha approvato la distribuzione di 33,34 milioni di euro in dividendi, pari a 3,51 euro per azione. La ripartizione riflette gli assetti societari: circa 10 milioni vanno a Dell’Orco, che controlla il 30% del capitale e il 40% dei diritti di voto; circa 5 milioni ciascuno a Silvana Armani, Andrea Camerana e agli altri soci al 15%; 3,3 milioni alla Fondazione Armani.
Il bilancio 2025 sarà anche la base del nuovo piano industriale sviluppato con Boston Consulting Group, in vista della possibile valorizzazione del 15% dell’azienda a partire dal prossimo 9 settembre, come previsto dalle volontà di Giorgio Armani. Tra le opzioni sul tavolo, la suddivisione di quella quota in tre pacchetti del 5% da offrire ai gruppi indicati nel testamento: LVMH, L’Oréal ed EssilorLuxottica.
Per l’Olimpia Milano, questo bilancio vale come conferma indiretta: la proprietà che ha costruito il Triplete affronta la prima stagione senza il suo fondatore senza alcuna turbolenza patrimoniale. Le risorse ci sono, la struttura regge.
