Il secondo appuntamento con l’iniziativa “Tre giorni a canestro con…”, promossa dal Pistoia Basket, ha avuto come protagonista d’eccezione il CT della Nazionale italiana, Luca Banchi. Un incontro ricco di contenuti, riflessioni e spunti, che ha toccato temi centrali per il presente e il futuro della pallacanestro italiana.
Una chiacchierata a tutto campo, capace di andare oltre l’attualità per interrogarsi sulle radici e sulle urgenze del movimento.
L’evoluzione del gioco e le priorità del basket moderno
Secondo Luca Banchi, la pallacanestro sta attraversando una fase di trasformazione profonda, guidata anche dai cambiamenti regolamentari e dall’evoluzione delle caratteristiche dei giocatori.
«Il gioco sta vivendo cambiamenti profondi. Pensare a come sarà tra cinque anni è difficile, per questo è meglio concentrarsi sulle urgenze del presente».
La priorità assoluta, per il Ct azzurro, è allargare la base dei praticanti, un tema ormai non più rinviabile.
Meno praticanti e settore femminile in difficoltà
I numeri, spiega Banchi, raccontano una realtà preoccupante: una flessione costante dei tesserati, sia nel settore maschile che in quello femminile, accompagnata da una percentuale di abbandono troppo elevata.
«Dobbiamo ripartire dalle scuole, che sono il bacino principale di reclutamento. È fondamentale investire nella formazione dei tecnici, che hanno il compito di appassionare i ragazzi», ha dichiarato Luca Banchi a La Nazione Pistoia.
Prima di discutere di grandi riforme o di ipotesi come l’NBA in Europa, per Banchi è necessario interrogarsi sullo stato di salute del basket italiano, oggi fragile in più settori.
La Nazionale tra incertezze e qualificazioni mondiali
Inevitabile il passaggio sulla Nazionale, attesa anche a Livorno per uno dei prossimi appuntamenti ufficiali. Banchi non nasconde le difficoltà di un percorso appena iniziato:
«Arriviamo a Livorno con l’incertezza di essere agli inizi. Ho fatto pochissimi allenamenti e solo a ridosso delle partite saprò quali giocatori potrò avere».
Il CT critica apertamente l’attuale sistema di qualificazione ai Mondiali, definendolo anacronistico, soprattutto per le finestre invernali che impediscono di convocare atleti provenienti da NBA, NCAA ed Eurolega.
«Si gioca con il ritmo dei tornei dei bar: un allenamento e poi in campo. Serve sedersi intorno a un tavolo e trovare una soluzione».
La Toscana, Pistoia e una passione che resiste
Da buon toscano, Banchi dedica un passaggio sentito alla situazione del basket sul territorio. La mancanza di una squadra toscana nella massima serie pesa, ma non spegne una passione radicata.
«Questo territorio ha bisogno di una realtà di vertice. Pistoia è qualcosa di incredibile: quattro squadre tra Serie B nazionale e A2, considerando abitanti e praticanti, è straordinario».
Il ricordo dei playoff 2012 e l’importanza dell’unità
Il CT azzurro chiude con un sorriso ricordando la storica serie playoff del 2012, combattuta e intensa, simbolo di un legame fortissimo tra squadra e pubblico.
«Paura di uscire no, ma la giacca l’ho dovuta buttare. Era irrecuperabile».
Un aneddoto che diventa messaggio per il presente:
«In momenti difficili bisogna restare uniti, coesi, e continuare ad alimentare il legame tra pubblico e squadra».





