La vittoria nel derby contro Cantù ha avuto un sapore unico per Matteo Librizzi, capitano della Openjobmetis Varese e simbolo della nuova generazione biancorossa. Per lui, varesino doc e cresciuto nel settore giovanile, quella di domenica è stata una serata impossibile da dimenticare:
«Era la mia prima volta nel derby a livello senior — racconta a Tuttosport — e per me è stata un’emozione incredibile. Tutti in città me ne parlavano da giorni. Vincere è stato veramente speciale».
Matteo Librizzi: “Gli stranieri hanno capito l’importanza della partita”
Librizzi sottolinea anche la partecipazione emotiva del gruppo: «Per noi nati a Varese il derby è qualcosa di particolare, ma siamo riusciti a trasmettere queste sensazioni anche agli americani. Abbiamo parlato molto prima della partita, spiegando cosa rappresenta per la città».
Il quintetto base non cambia la mentalità
Sull’essere stato schierato titolare da Kastritis, il capitano resta umile: «Non cambia nulla. Che io parta dalla panchina o dal quintetto, il mio obiettivo è sempre dare il massimo».
Un buon avvio personale: “Sto raccogliendo il lavoro fatto”
Nonostante un inizio di stagione complicato per la squadra, Librizzi sta vivendo il miglior momento della sua carriera: 10.1 punti di media con impatto costante su entrambe le metà campo:
«Sono soddisfatto di come sto giocando. Non ero al 100% per problemi alla caviglia, ma ho lavorato sodo e ora sto raccogliendo i frutti».
Il rapporto con il settore giovanile e gli italiani in squadra
Pur essendo uno dei pochi varesini cresciuti in casa, Librizzi valorizza l’impatto degli italiani arrivati da fuori:
«Mi sto trovando benissimo con tutti. Il nostro modo di giocare si adatta alle mie caratteristiche».
Un sogno chiamato Nazionale
Il CT Luca Banchi lo ha osservato da vicino nelle ultime settimane, un segnale importante per un giovane in crescita:
«Mi ha detto di continuare a lavorare forte. Sentire il mio nome accostato alla Nazionale è motivo di orgoglio, ma so che devo meritarmelo giorno dopo giorno».
