L’Olimpia Milano vince il suo trentesimo scudetto con, forse, l’unica vera partita dominata dall’inizio alla fine, dove la Virtus non ha mai dato l’impressione di poterla vincere.
Messina ci ha tenuto a ringraziare tutte le persone della società:
Questo scudetto non è mio, ma di chi lavora all’interno di questa società. Ci sono fior di giocatori che non hanno giocato, hanno dovuto ingoiare le loro aspettative con una professionalità e umanità che non posso dare per scontate. Qui se una persona si lamentasse e trovasse spago, in una situazione come questa, si spaccherebbe la squadra. Questo non è mai avvenuto e devo ringraziare dal GM, agli assistenti, ai magazzinieri o fisioterapisti. Lo scudetto è loro.
Su Gigi Datome:
Guardavo Gigi tirare nel riscaldamento e ho pensato di voler essere zen come lui. Ha una serenità interiore incredibile, va in campo sempre e fa ciò che deve senza tensione. L’ho visto scorato solo una volta al preolimpico di Torino quando tornò dalla serie finale con il Fenerbahce con un gomito gonfissimo. Non poteva darci ciò che doveva ed era frustrato. Anche oggi è il nostro MVP.
Sul pubblico:
Questo scudetto è del pubblico che, nonostante l’Eurolega scadente, ci ha assistito e ci ha fatto fare il record di presenze medie con oltre 10.000.
Sulla proprietà
Io sono venuto via da San Antonio per Milano, perchè so che la proprietà non prende le decisioni di pancia. Non è mai l’ultimo risultato che fa dire: “cambiamo”. È per questo motivo che hanno creato un impero. Il mio accordo con il Sig. Armani e il Sig. Dell’Orco è chiaro: c’è da preparare un oggi, un domani, il futuro. Questo è quello che mi ha convinto a essere qui, i soldi non sono mai stati un problema. Ho lasciato sul piatto due anni di contratto 12 anni fa al Real Madrid.
