Attacco


“Rim finishing big” e “Stretch Big”, queste sono le definizioni usate da Synergy per descrivere il gioco del ragazzone prodotto di Virginia. Perché il modo di stare in campo di Tobey è evoluto con il passare del tempo cercando di adattarsi a quello che è il profilo del lungo moderno. Non solo essere pericoloso nei pressi del ferro, ma anche punire le difese avversarie dal perimetro.
Il pick’n’roll negli ultimi anni a Gran Canaria è stato la situazione in cui è stato più coinvolto (1.212 e 1.008 PPP). In quanto all’efficacia, meglio quando “rolla” verso il canestro (1.341ppp). Una volta portato il blocco, è rapido nel muoversi verso il canestro tenendo sempre un occhio al palleggiatore. Può concludere le alzate dei compagni schiacciando oppure concludere con buon tocco con un semigancio destro dai 2-3 metri.
Come però abbiamo anticipato, Tobey il pick’n’roll lo può giocare anche per aprirsi sul perimetro. Nonostante le percentuali non gli abbiano sorriso in queste due stagioni (circa il 25%), l’ex Charlotte può giocare il pick’n’pop e punire le difese con il suo tiro da fuori (0.886 ppp). La meccanica risulta essere fluida per un giocatore della sua taglia con un punto di rilascio alto e decisamente difficile da ostacolare. Non disdegna neanche questo fondamentale per un tiro dalla media distanza.
Non solo pick’n’roll per concludere, ma anche per costruire. Tobey è anche un lungo valido in situazioni di short roll. Una volta bloccato, ha una discreta mobilità e coordinazione per arrestarsi e a quel punto ha due possibilità: svitarsi sul perno e poter scaricare ai tiratori sull’arco oppure leggere i tagli dalla linea di fondo.
Molto bene quando si parla di rimbalzi offensivi (1.232 ppp). Il lungo naturalizzato sloveno fattura la gran parte dei suoi punti da seconde opportunità. Questo è dovuto sì ai cm a disposizione ma anche a un buon motore e al tempismo per poter andare a conquistare rimbalzi sotto il canestro avversario per garantire extra-possessi ai propri compagni.
Ora veniamo al lato da lungo “tradizionale” di Tobey, ovvero da finisher nei pressi del ferro. Abile nel tagliare (1.377 ppp) e nel farsi trovare nei pressi del dunker spot, è più un giocatore di tocco che di potenza. Anche in questo caso la mano è educata per concludere con un baby-hook (semigancio) oppure andare ad affondare una schiacciata. Può resistere ai contatti ma non sempre è preciso nel concludere i giochi da tre punti (65% in lunetta).
Un aspetto in cui non eccelle è il gioco spalle a canestro. Non deve trarre in inganno il fatto che Synergy lo definisca “molto buono” perché parliamo di un volume di tiro veramente basso (1pps x 0.8 poss). Principalmente si basa sul prendere posizione profonda e concludere con un semi-gancio sulla spalla destra. Non è un giocatore di tecnica e di movimenti sul piede perno che gli consentirebbe di eludere le marcature avversarie. Questo, contro centri più atletici o stazzati, lo porta a commettere infrazioni o errori.
Un altro limite è la proprietà di ball-handling per poter battere gli avversari dal palleggio. Un’arma che potrebbe essere interessante fingendo il tiro da fuori ed eludendo i close-out avversari per avvicinarsi al tiro. Però parliamo di un lungo non eccessivamente mobile che una volta partito in palleggio non sempre prende la decisione migliore e perciò più efficace lontano dalla palla.
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