Siamo sempre più vicini alla definizione di massima di NBA Europe che, dapprima sembrava essere legata a doppio filo alla FIBA, ma ora con l’insediamento di Chus Bueno come CEO di Euroleague, lo scenario sembra cambiato. Le parole recenti di Silver sono un chiaro segno di apertura e volontà di creare qualcosa di unico anche con Euroleague e il ruolo di Bueno è cruciale per questo processo.
Le regole d’ingaggio e soprattutto le cifre in gioco sono pesanti, pesantissime a guardarle con i soli numeri e questo forse è il tema un pò più fumoso sul quale la NBA potrebbe o dover negoziare oppure cercare compromessi un pò arditi nelle realtà cestistiche europee. Ma tralasciando la parte economica, torniamo con la mente all’insieme delle squadre che potrebbero far parte del progetto NBA Europe e se ci sarà anche Euroleague, diventa difficile non pensare perlomeno a tutti i top team della competizione. Ma qualche mese fa si parlava di un progetto che non prevedesse tra le squadre nè i due top team serbi, nè i due top team greci.
Mi soffermerei su questi ultimi perchè sono stati protagonisti, ancora una volta, di un teatrino tanto stucchevole quanto ripetitivo nell’ultimo derby in terra greca. Vince l’Olympiacos, ma ormai non è quasi più un tema chi vince o chi perde, ma chi si inventa la polemica più grottesca. Questa volta Ataman ha invocato la revoca del passaporto a Thomas Walkup e alla sua presenza contemporanea a quella di Tyler Dorsey come giocatori greci. Sappiamo che per alzare il livello di tensione e polemica sia Ataman che il presidente Giannakopoulos sono sempre in prima fila, ma quando questa è una mossa tattica e sistematica ha un senso, quando a ogni sconfitta subita ce ne si inventa una diventa tutto molto poco credibile. Siano una volta gli arbitri, una volta il coach avversario, una volta il pubblico, una volta i passaporti e chissà cos’altro. Se dovesse esserci il derby ai playoff di Eurolega…non voglio neanche pensarci.
Però queste sono le immagini che l’NBA non vuole vedere in una sua lega, questi teatrini della polemica e continua ricerca di alzare il livello della lotta che non rimane solo in campo (dove possono anche darsele come fatto da Dorsey e Nunn) non sono ammessi e allora nel pensare un nuovo disegno del basket europeo in collaborazione con la lega migliore del mondo non solo per il basket offerto, ma per la qualità del prodotto messo sul piatto, se per puro caso dovessimo salutare queste basse scene fuori dal campo non sarebbe necessariamente un male. Ed è un enorme peccato, perchè quello che offre in campo Panathinaikos-Olympiacos è uno spettacolo spesso inebriante, ma al al suono della sirena tutto si dovrebbe fermare. E se NBA Europe dovesse lasciarci questo spettacolo in campo, eliminando il rumore di fondo, allora sì avremmo il prodotto vincente e quasi perfetto. Ma sarà in grado di farlo? O meglio…vorrà farlo?




