Nelle mani di Maxey
Come abbiamo già detto, a Philadelphia ci sono diversi motivi per cui essere felici: il principale risponde al nome di Tyrese Maxey. Sulla guardia ventitreenne l’opinione pubblica era divisa al momento della partenza di Harden: da una parte quelli che non lo ritenevano pronto a prendere in mano l’attacco della squadra, dall’altra coloro che vedono questa stagione come quella della consacrazione per la point-guard proveniente da Kentucky.
Se non fossero bastati i 25 punti fatti nella vittoria contro i Celtics e i 29 punti più 11 assist nella vittoria contro i Pistons, nella scorsa notte ha messo a segno il suo massimo in carriera con 50 punti contro gli Indiana Pacers, tirando col 62.5%. É la prima guardia di Philadelphia a segnare 50 punti dai tempi di Allen Iverson. Tuttavia, con la presenza in campo di Maxey bisognerà fare i conti più avanti, quando la stagione andrà verso la parte più calda, l’intensità si farà più alta e con essa si alzerà anche la fisicità.
Nonostante ciò, a Philadelphia è ancora tempo di godersi l’incredibile avvio di stagione del playmaker che viaggia per il momento a 28.6 punti e 7.2 assist di media. Il tutto coniato da un ottimo 43% da tre, indice di un tiro sempre più affidabile che lo rende, assieme alla sua incredibile velocità, un rebus tutt’altro che semplice da risolvere per le difese avversarie.
“It takes two”
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“Ne servono due” parola di Daryl Morey. A questo punto è quasi ironico citare questa frase, tanto più quando ci si accorge che uno dei due volti ritratti nei quadri appesi a casa Morey, a cui fa riferimento la frase, è quello di James Harden.
Se sostituiamo Harden con Tyrese Maxey, e a questo Maxey modalità All-Star aggiungiamo il solito Joel Embiid modalità Mvp, la stagione di Philadelphia diventa molto promettente. L’inizio di stagione di Embiid, infatti, è già entrato nella storia: è il quinto giocatore nella storia a registrare più di 30 punti, più di 10 rimbalzi e più di 5 assist di media nelle prime 8 partite di regular season. La ciliegina sulla torta è il supporting cast di queste due stelle, che fino a ora si è dimostrato all’altezza dei suoi top-player, specialmente Tobias Harris e Kelly Oubre Jr. I due stanno viaggiando rispettivamente a 19.7 e 16.3 punti di media col 56% e il 50% dal campo. Coach Nurse però ha anche voluto elogiare il resto dei suoi ragazzi dopo la vittoria contro i Celtics per l’apporto che hanno dato:
Batum è praticamente uno starter. Sarà un giocatore che avrà molti minuti dalla panchina. Pat, Cov e Paul Reed invece ci portano gioco duro. Questo è il loro ruolo e in questo eccellono
Anche Tobias Harris (e con parole simili anche Embiid) si è espresso sul supporto che sta dando la panchina:
Si, è la squadra più profonda in cui io abbia mai giocato. L’altro giorno in allenamento avevamo tre squadre e io, Joel e Maxey commentavamo il fatto che ognuno di questi ragazzi potrà essere nelle rotazioni. C’è quindi molta responsabilità, i ragazzi dovranno essere professionali e pronti
Su Kelly Oubre bisogna però aggiungere un asterisco: è notizia di domenica notte che l’ala classe 95 è stata investita nei pressi della sua abitazione e nonostante sia in condizioni stabili, sarà costretto a saltare diverse settimane.





