E adesso?
Nonostante l’assenza di Oubre i Sixers si sono assicurati la già citata vittoria contro i Pacers e l’ambiente a Philadelphia rimane comunque dei migliori. L’incubo di Harden ormai è acqua passata, la telenovela Ben Simmons è solo un lontano ricordo e Nick Nurse pare aver trovato un equilibrio che ha fatto dimenticare in men che non si dica l’esonero di Doc Rivers. Maxey ha eliminato ogni dubbio, Embiid (col favore della salute dalla sua parte) pare più che deciso a ripetersi da Mvp della lega e la panchina ha una profondità che fa decisamente ben sperare, tanto più quando ricordiamo che a guidare questa squadra c’è Nick Nurse, campione NBA 2018-19 coi Raptors.
Bisogna però ricordare che siamo ancora a novembre e che non sappiamo ancora se e come cambierà il roster di Philly: dalla trade con Harden, Morey è riuscito a guadagnare degli asset decisamente interessanti per poter tentare l’assalto ad un terzo All-Star, in virtù del fatto che nella prossima estate Philadelphia sarà la squadra con più spazio nel tetto salariale della Lega (a oggi conta sul proprio libro paga per il 2024/25 solamente tre giocatori: Joel Embiid, Jaden Springer e Paul Reed) e che sul mercato ci saranno alcuni free agent molto interessanti (Klay Thompson, Pascal Siakam, Demar DeRozan e Buddy Hield su tutti). La sensazione generale è che si tratti più di una squadra transitoria che di una soluzione definitiva.
Capitolo Clippers
Harden ai Clippers ha giocato solamente quattro partite e si sta ancora inserendo nella squadra, pertanto sarebbe decisamente avventato dare un qualsiasi giudizio pensando che possa essere definitivo. Tuttavia, sarebbe tutt’altro che avventato affermare che il periodo difficile del Barba continua: ad un discreto esordio in cui ha segnato 17 punti tirando 6/9 dal campo, sono succedute tre prestazioni più deludenti: 12 punti con 9 tiri in 35′ nella sconfitta contro i Nets, 14 punti in 30′ nella sconfitta contro i Mavericks di Doncic e 11 punti tirando col 33.3% in 29′ contro i tutt’altro che irresistibili Grizzlies.
Tyronn Lue, allenatore dei Clippers, si è comunque schierato in difesa del nuovo arrivato, identificando il problema non tanto in Harden quanto nella conformazione attuale della squadra, plasmata attorno alle superstar già presenti, quali Kawhi Leonard e Paul George. Lue ha affermato che perché Harden si integri al meglio, quindi, bisognerà attendere che esso raggiunga la forma fisica ideale, così da poter rimanere in campo coi quintetti piccoli senza la necessità di avere in campo un centro, utile per lo sviluppo del gioco offensivo attorno al P&R, di cui Harden è un esperto.
Quello che è certo, sfortunatamente per i Clippers, è che dall’arrivo del Barba il record della squadra vede 4 sconfitte su altrettante partite e che trovare la quadra per Lue sarà affare tutt’altro che semplice. Intanto da Philadelphia guardano, probabilmente un po’ compiaciuti, quello che per Harden rischia di essere l’ennesimo brutto capitolo e l’ennesimo fallimento degli ultimi anni.





