Il Real Madrid mette il punto esclamativo sulla serie piegando l’Hapoel 83-77 in una Gara 4 di puro cinismo. Nonostante il dominio fisico di Oturu, la profondità del roster di Scariolo ha fatto la differenza nei momenti di secca offensiva, garantendo ai madrileni il pass per le Final Four.
MVP: Usman Garuba
In assenza di Tavares, si carica il peso del pitturato sulle spalle. 16 punti fondamentali, ma è il canestro del 79-68 a due minuti dalla sirena a spegnere definitivamente le speranze di rimonta dell’Hapoel.
DA RIVEDERE: Gestione dei cali di tensione e rotazioni ridotte
Se il Real Madrid festeggia l’approdo ad Atene, coach Scariolo dovrà lavorare sulla continuità nei 40 minuti. In ben due occasioni (nel secondo e nel quarto periodo), i blancos hanno permesso all’Hapoel di rientrare in partita dopo aver accumulato vantaggi in doppia cifra (+15). Un rilassamento che, contro avversarie di calibro superiore in una Final Four, potrebbe costare caro. Sul fronte Hapoel Tel Aviv, l’aspetto da rivedere è la “Oturu-dipendenza”. Nonostante la prestazione mostruosa del centro (29 punti), la squadra di Itoudis ha mostrato crepe evidenti nella tenuta difensiva del secondo quintetto e una scarsa lucidità nei momenti di massima pressione, fallendo più volte il canestro del possibile aggancio sotto misura.
I 3 PUNTI CHIAVE
1. L’impatto della “Second Unit”
Mentre l’Hapoel è rimasto aggrappato al talento individuale di Micic e Oturu, il Real ha trovato l’allungo decisivo grazie alla panchina. Maledon (14 punti) e Lyles (10) hanno garantito un cambio di passo che i padroni di casa non sono riusciti ad arginare, portando il vantaggio sulla doppia cifra e permettendo ai titolari di gestire le energie nel finale.
2. La gestione dei ritmi nel secondo tempo
Dopo un primo tempo ad alto punteggio, Scariolo ha chiesto e ottenuto un abbassamento dei possessi nella ripresa. Il Real è stato maestro nel rallentare il gioco, togliendo ossigeno alla transizione dell’Hapoel. Questa gestione ragionata ha impedito ai biancorossi di infiammare il palazzetto bulgaro, stabilizzando il vantaggio medio attorno ai 10 punti per quasi tutto il secondo tempo.
3. Il fattore perimetrale nei momenti critici
Ogni volta che l’Hapoel si è riavvicinato pericolosamente (fino al -5 o -6), il Real ha risposto. Prima la tripla di Campazzo sulla sirena dell’intervallo, poi quella rocambolesca di Lyles nel quarto periodo: canestri pesantissimi che hanno tolto fiducia alla difesa di Itoudis proprio nel momento del massimo sforzo.
