HomeEuropaKevin Punter: "Giocando con Hines e Datome ho fatto un bagno d'umiltà"

Kevin Punter: “Giocando con Hines e Datome ho fatto un bagno d’umiltà”

Un’intervista da Eurolega per una rubrica di Eurolega. Kevin Punter è il primo ospite di Joe Arlauckas proveniente dall’universo Eurocup. A prima vista, però, Partizan Belgrado e Zeljko Obradovic non paiono poter appartenere che al mondo Eurolega. È opinione comune che alcune squadre, tra cui i serbi, di Eurocup non sfigurerebbero affatto al piano superiore. A prescindere dalla competizione, Punter è considerabile a tutti gli effetti giocatore da Eurolega. Alta Eurolega. Altissima Eurolega. Gli zeri del contratto del Partizan e il fascino di Obradovic hanno convinto Kevin a scendere momentaneamente di livello. Le prospettive di risalita, d’altro canto, sono assai concrete. Un’ora di The Crossover, per inquadrare un personaggio speciale.

Non avevo neanche il passaporto, dovevo procurarmelo nel giro di due settimane e mezzo. Quando ho informato il mio agente, gli ho detto che non sarei potuto andare in Europa. Per fortuna le pratiche si conclusero in fretta e ho iniziato un nuovo capitolo della mia vita.

L’estate 2016 rischiava di trasformarsi in un incubo per Punter: l’offerta greca del Lavrio era pronta da firmare, ma il senior da Tennessee ha rischiato seriamente di non potersi imbarcare verso il Vecchio Continente. Grecia, Belgio, Polonia, di nuovo Grecia e Bologna, prima di approdare in Eurolega alla corte di Blatt in maglia Olympiacos. Due Champions League vinte da protagonista, insieme ai problemi di salute che costringono l’ex coach dei Cavs alle dimissioni, non sono sufficienti a garantire il giusto spazio a Kevin.

Col nuovo coach sono arrivati due nuovi giocatori: iniziai a giocare sempre meno e a farmi domande su come avrei potuto cambiare la situazione. Le voci le sentivo: “Non è un giocatore da Eurolega”. Lo so, sono solo voci, ma fanno rumore. Sono stati mesi difficili.

Per fortuna arriva Dragan Sakota, allenatore ai tempi dell’AEK. Punter prepara le valigie, direzione Belgrado. Ma come, già al Partizan? No: Crvena Zvezda.

12 gare coi biancorossi di Belgrado. Tanto basta per convincere Ettore Messina, uno che ne ha visti giusto un paio, a firmare Punter con l’obiettivo di riportare Milano alle Final 4 dopo decenni di assenza.

Datome, Hines, Delaney: era impressionante, perché alcuni di loro li vedevo giocare. Giocando con loro, ho fatto un bagno d’umiltà! La più grande novità per me, l’anno scorso, è stata iniziare a saper convivere con la pressione come facevano loro. Lo facevano da anni, ma per me era la prima volta.

14.3 punti di media, 23 punti nella memorabile semifinale di Colonia contro il Barcellona. Come mai “retrocedere” in Eurocup? Il contratto offerto dal Partizan è così superiore rispetto alle offerte di Olimpia, Efes e CSKA?

Ho sempre bisogno di qualcosa che mi motivi, che mi spinga a migliorarmi. Funziona così da quando sono arrivato in Europa sei anni fa. Ho chiesto una sola cosa a Obradovic: “Qual è l’obiettivo?”; “Tornare in Eurolega, quest’anno, subito!”. Avevo bisogno proprio di questo. Essendo allenato da Zeljko, non mi serviva sapere altro.

E ti crediamo, Kevin. La carica che Obradovic deve aver trasmesso con quella risposta alimenterebbe il fabbisogno dell’intera capitale serba. Figuriamoci un atleta che, testimone l’annata milanese e la cavalcata in BCL con la Virtus di Djordjevic, di problemi a caricarsi la squadra sulle spalle se n’è sempre fatti pochi.

Lo si percepisce dallo sguardo fisso sulla telecamera durante le domande di Arlauckas. Punter non è uomo che ha remore a comunicare le emozioni che sta vivendo. Privo di timore, se si tratta di ricordare la difficile infanzia nel Bronx newyorkese. Coinvolto e divertito, quando prova a battere il record di Nik Melli al Crossover Test che chiude l’intervista. L’impressione, considerando anche l’arredamento spoglio che mostra lo sfondo dell’inquadratura, è che Kevin Punter sia a man on a mission. Focalizzato a tutto tondo su quello per cui è chiamato a combattere. Anche la gara di ieri sera lo dimostra: a livello Eurocup, il Partizan è un’armata. Trifunovic, LeDay, Madar e Lessort sono gli altri in doppia cifra oltre a Punter contro Andorra. Aggiungeteci un Avramovic col freno a mano tirato e Alen Smailagic ai box e il conto è presto fatto. Anche per questa Valencia e per questa Virtus, il roster di Obradovic è fonte di estrema preoccupazione. Senza contare lo spirito e le motivazioni del numero 0. Kevin Punter. Umile guerriero bianconero.

Massimiliano Bogni
Massimiliano Bogni
Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

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