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Eurolega: John Brown III: il ladro di Kazan

Se all’inizio dell’anno avessimo azzardato una vittoria casalinga dell’Unics Kazan contro l’armata blaugrana di Barcellona, ci avreste giustamente presi per impavidi. Se avessimo aggiunto che l’avrebbero vinta ai 70 punti col 28,6% complessivo da 3 punti, avreste giustamente smesso di ascoltare i nostri vaneggiamenti. Giunti al 20 gennaio, però, la realtà è ben diversa. Un roster costituito per gran parte da scorer d’èlite che, nella propria metà campo, prendono volentieri dei giri di pausa, si conferma col passare dei turni di Eurolega una delle difese più efficienti e duttili del continente. A guidare l’inaspettato effort difensivo dei vari Hezonja, Lorenzo Brown e Canaan, un trentenne alla prima stagione al piano di sopra. Esperienza collegiale a High Point (è inutile che cerchiate: la pagina Wikipedia non esiste…). Scovato non si sa come dagli osservatori della Virtus Roma. Portato in Italia in A2 coi giallorossi e Treviso. Il salto in LBA col biennio brindisino. L’approdo in Russia nell’estate 2020, alla corte dei rubli di Kazan. Vittoria dell’Eurocup e conquista del pass di Eurolega. Ogni singolo gradino scalato contro ogni pronostico. Ogni singolo traguardo raggiunto grazie a un cuore e a un’abnegazione di dimensioni spropositate. John Brown III è l’esempio per tutti i nobili mestieranti del parquet. E in serate come questa, non può che trovare massima esaltazione.

Non inganni il 70-64 finale. La differenza sul parquet è stata assai più visibile: a testimoniarlo, tra le altre cose, il divario di 39 punti nel PIR. In una partita dove il pallone non ne voleva sapere di entrare, soprattutto da dietro l’arco, John Brown si è rivelato arma totale per la banda di Perasovic. Due numeri balzano all’occhio. Sui 20 punti realizzati, si potrebbe anche obiettare qualcosa. Una serata fortunata al tiro, nonostante ai compagni sia entrato relativamente poco, capita a tutti, a un certo livello. Le 7 palle rubate, invece? Esiste una valida spiegazione? Sì, ma non tanto logica. Laprovittola, Calathes, Jokubaitis, Higgins: leggenda narrerà che, nella notte del 20 gennaio, un portatore di palla di coach Jasikevicius si sveglierà di soprassalto nel proprio letto. Madido di sudore. Impaurito dalla possibilità che John Brown III sia nascosto sotto al letto, pronto a sbucare dal buio per rapire gli altri famigliari in casa. Gli show aggressivi sui pick and roll degli handler del Barca hanno spezzato il ritmo dell’attacco della capolista di Eurolega. La tattica iperaggressiva di Perasovic, la reattività di Brown e l’assenza di Nikola Mirotic non ha permesso a Jasikevicius di sfruttare come al solito le combinazioni alto-basso che mandano in tilt aiuti e rotazioni avversarie.

Siamo sempre in tempo di pandemia, mi confermano dalla regia. Potrete capirci benissimo, allora, se descrivessimo l’atteggiamento di John Brown in campo come contagioso. L’energia dell’ex Happy Casa si trasmette vibrante a tutti i compagni. Anche ai più insospettabili, notoriamente vaccinati e immuni agli sforzi difensivi. Gli 11 rimbalzi difensivi di Mario Hezonja. La stoppata di Isaiah Canaan sulla giocata in post basso di Higgins nel terzo quarto. Il lavoro di astuzia e il “togliere la sedia” di Lorenzo Brown ogniqualvolta venisse coinvolto in uno switch spalle a canestro. L’Unics ha vinto la partita grazie alle piccole cose di giocatori famosi per essere tutt’altro tipo di profilo. Ha vinto la partita grazie ai canestri dal midrange di Brown III, un’ala con la rapidità di un piccolo e il tiro di un lungo vecchio stampo. Un mix inedito, esotico. Un accostamento di sapori a prima vista insulso, ma che solo chi ha il coraggio di assaggiare potrà apprezzare sino in fondo. E le papille gustative godono. Oh, se godono.

Con le rotazioni ridotte all’osso dal periodo negativo di Brantley e dall’assenza di OJ Mayo, Kazan ha saputo imporsi grazie ad armi che non si pensava appartenessero al suo arsenale. John Brown, da inizio stagione, si erige come capo di una banda di scagnozzi a caccia di scalpi illustri. Giova ricordarlo: per continuare a giocare in EL, l’Unics ha il dovere di raggiungere i playoff, pena la retrocessione in Eurocup. A questo punto è facile salire sul loro carro. Anche perché l’argenteria luccica, abbagliante più che mai. Niente di prodotto, tutto sottratto. Come un novello Robin Hood. John Brown III: il ladro più ricercato d’Europa.

Massimiliano Bogni
Massimiliano Bogni
Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

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