I due buchi veri
Il primo è la sua efficienza nelle battute finali della partita, ed è il problema più grande del suo profilo attuale. Nell’ultima stagione per lui 58 possessi nel clutch time, cioè oltre un quinto del suo totale, si sono chiusi con lui al tiro negli ultimi quattro secondi del cronometro, e ne sono usciti sokamente 43 punti con appena 13 canestri su 36 tentativi. La squadra ha segnato in meno di quattro di quelle situazioni su dieci.
Il confronto con l’annata 2022-23 a Le Mans è quasi violento, perché lì aveva giocato 31 possessi in fine azione segnando 17 dei 26 tiri e producendo più di un punto e un decimo a possesso. La qualità media dei tiri che prende in quel frangente è rimasta pressoché identica tra le due stagioni, attorno agli 0,96-0,99 punti attesi, mentre il rendimento reale è passato da 1,31 a 0,72 punti per conclusione. Non è un cambiamento di ruolo, è un crollo di conversione, e in una squadra che perdeva partite pesanti su quei possessi ha fatto molto male. Una somma di fattori fisici ma soprattutto mentali.
Il secondo buco è il tiro dalla lunetta, e qui il danno è strutturale perché si intreccia con un suo pregio. Chery si procura falli con grande facilità, tanto che nell’ultima stagione ha tirato quasi tre liberi ogni quattro tiri dal campo, e in contropiede ha addirittura superato la parità tra tiri liberi e conclusioni tentate, segno di un giocatore che nel corridoio centrale va addosso al difensore e lo costringe spesso al fallo.
Il problema è che dalla linea ha chiuso al 54,1%, e la sua carriera oscilla dal 45 al 56 per cento senza una vera eccezione. Circa un quarto dei suoi punti arriva dai liberi, e su quel quarto ne lascia per strada quasi la metà. È il singolo aggiustamento che gli cambierebbe di più il profilo, ed è anche quello che alla soglia dei ventinove anni difficilmente arriverà. Ma non è impossibile, soprattutto per una meccanica come il tiro libero. Servirà però un miracolo da parte dello staff di Treviso.
C’è poi un terzo elemento, meno grave ma da segnalare. Contro la pressione a tutto campo l’ultima annata è stata negativa, con trentasei possessi per ventitré punti e una palla persa in poco più di un caso su quattro, mentre nella stessa situazione a Le Mans nel 2022-23 produceva oltre un punto a possesso. Chery non è un giocatore che ama gestire il pallone lontano dal ferro, e quando la difesa lo costringe a farlo il rischio aumenta parecchio.
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