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Virtus Bologna, la stagione è svoltata e la voglia di vincere è tanta

Quando una squadra arriva ai play off con lo scudetto nel mirino, le motivazioni individuali si moltiplicano. Alla Virtus Bologna succede esattamente questo: ogni giocatore porta in campo una storia diversa, un obiettivo personale che si somma a quello collettivo, come riporta Il Corriere dello Sport – Bologna.

Niang, il simbolo della crescita bianconera

Il volto più fresco di questo momento è Saliou Niang, appena incoronato miglior Under 22 della stagione dalla Lega, davanti a Ndiaye di Cremona e Torresani di Treviso. Un riconoscimento votato da tifosi e addetti ai lavori che rappresenta «la certificazione di una crescita concreta, tangibile».

I numeri stagionali parlano di 9 punti, 5.1 rimbalzi, 1.7 assist e 12.6 di valutazione media, ma è la descrizione ufficiale di Legabasket a raccontarne meglio l’impatto:

«Il giocatore capace di cambiare il ritmo di una partita con una difesa aggressiva, una corsa in transizione, un rimbalzo strappato oltre i limiti dell’ordinario o un recupero nato dalla pura volontà.»

È questo il filo conduttore della Virtus Bologna: un campionato costruito non solo sulle giocate da highlights, ma su tutto ciò «che non finisce tra gli highlights».

Virtus Bologna: Pajola, Vildoza e una squadra di storie intrecciate

Alessandro Pajola è il volto della continuità: undici anni alla Virtus Bologna e due scudetti già vinti. Un eventuale quarto tricolore avrebbe il sapore di una chiusura di ciclo rara nel basket italiano moderno.

Luca Vildoza rappresenta invece l’esperienza internazionale: ha già vinto in Serbia, Spagna e Grecia e ora punta al poker in Italia.

Derrick Alston cerca il primo titolo della carriera, mentre Jallow, Edwards e Smallagic vogliono dare continuità a una stagione altalenante. Ferrari è all’inizio del percorso, Diouf e Morgan puntano al bis.

Per Daniel Hackett, infine, lo scudetto avrebbe anche un valore simbolico: un sigillo di leadership e un possibile ponte verso il futuro.

Motivazioni diverse, percorsi diversi, ambizioni diverse. Ma tutto converge verso lo stesso punto: lo scudetto.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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