L’11 Febbraio 2019 in Sardegna arriva un giovane uomo, considerando gli standard della palla a spicchi, dalla testa piena di capelli brizzolati che forse neanche ricordano i bei tempi che furono, dove forti di una colorazione sicuramente non naturale percorrevano i parquet di tutta Europa facendo discutere qualunque appassionato di pallacanestro si trovassero davanti.
Gianmarco Pozzecco arriva a Sassari per sostituire Vincenzo Esposito, in un’avventura che sa di ultima spiaggia per il nativo di Gorizia dopo le non brillanti esperienze a Varese prima e a Bologna poi. Occhi puntati sul Poz quindi, che si trova a dover gestire una squadra costruita da un altro allenatore e che debutta sulla panchina sarda in un contesto importante come la Coppa Italia. Gli isolani riusciranno ad agguantare le semifinali, dove cederanno il passo alla Brindisi di Banks, che a sua volta si arrenderà alla Vanoli Cremona migliore degli ultimi anni.
Dopo alcune partite di adattamento l’ex Capo D’Orlando trova il feeling con la squadra e mette in fila una striscia di 13 vittorie che lo porteranno a vincere la Europe Cup, primo trofeo europeo portato sull’isola, e a raggiungere una finale scudetto lasciata soltanto in gara 7 a quella Reyer Venezia battuta pochi mesi prima in Coppa. L’insediamento del Poz è completo, conferma per la stagione successiva ben 6 componenti del roster ereditato l’anno prima da Esposito (a conferma del fortunoso feeling che si era creato fin da subito con il gruppo squadra) tra cui Spissu e Gentile, due giocatori che proprio sotto l’ex Varese hanno trovato l’occasione di brillare e di confermarsi come validissimi nella massima serie nostrana, e riesce a portare in Sardegna Miro Bilan, centro croato che aveva avuto occasione di allenare nel corso dell’avventura al Cedevita.
