HomeLega BasketLegabasket, Happy Casa Brindisi: le strategie per rimpiazzare Harrison

Legabasket, Happy Casa Brindisi: le strategie per rimpiazzare Harrison

L’infortunio al ginocchio sinistro che D’Angelo Harrison ha rimediato mercoledì scorso ha messo a dura prova le gerarchie degli esterni di Vitucci. L’allenatore veneziano deve ora capire come organizzare il reparto, soprattutto in vista delle Final Eight.
Iniziamo l’analisi cercando di capire chi sono gli elementi a roster che hanno le capacità di coprire il buco lasciato da Harrison. Naturalmente non è nemmeno immaginabile riuscire a sopperire totalmente all’assenza del play statunitense, essendo, tra le altre cose, il terzo della lega il punti segnati (19) e valutazione (20.9), nonché il primo per falli subiti (6.1).

Darius Thompson

L’indiziato numero uno per caricarsi il peso della squadra sulle spalle è sicuramente Darius Thompson. Il numero 15 finora ha svolto il ruolo che più gli calza, quello del secondo violino. Con lo stop di Harrison il nativo di Murfreesboro dovrà prendere in mano le redini dell’attacco brindisino.
Dopo l’importante salto di qualità rispetto allo scorso anno, Thompson è chiamato alla consacrazione nel cuore dei tifosi brindisini. Purtroppo quando si è trovato a dover svolgere questo ruolo la guardia americana non ha reso come ci si sarebbe aspettati.

Il punto fondamentale del discorso è proprio questo, Thompson è una guardia, non un play. Attenzione però a non limitare la visione del play a “quello che fa gli assist”, in questo fondamentale infatti il classe ’95 è addirittura migliore del compagno statunitense, viaggiando ad una comunque modesta media di 4.8 a partita.
Ciò che Harrison fa, tra le tante altre cose, è sfruttare il suo peso offensivo per facilitare il gioco di tutta la squadra. Ogni avversaria, trovandosi davanti la compagine brindisina,  ha nel suo gameplan difensivo il cercare di mettere fuori gioco il numero 7 per evitarne lo strapotere offensivo che Harrison ha dimostrato di avere. Questo elemento viene sfruttato abilmente dal nativo di Anchorage, che – attirando il raddoppio –  trova sempre un compagno da servire.

Thompson, dal canto suo, è un penetratore persino migliore di Harrison, come attesta il 59.8% da dentro l’arco su 7.3 tentativi a partita, a fronte del 49.4% su 6.4 tentativi del pariruolo. Il bandolo della matassa starà tutto nel riuscire a sfruttare la propria gravity offensiva non solo a suo vantaggio ma per facilitare il gioco della squadra.
Occhi puntati quindi su Darius Thompson, che dovrà indossare i panni di primo violino, cercando di segnare più punti (14.2) e di assumersi più responsabilità offensive.

Thomas Marzioni
Thomas Marzioni
D-Rose mi ha incantato da bambino, tanto che non capisco come siamo arrivati a Boylen. Tifoso Brindisi da quando ho incominciato a guardare il basket italiano, perché non mi piace troppo vincere la Coppa Italia.

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