Nella consueta cornice della conferenza stampa dei vertici di EuroLeague alla vigilia dell’atto conclusivo delle Final 4, Chus Bueno (CEO) e Dejan Bodiroga (Presidente) hanno risposto alle domande dei media accreditati per l’evento del Telekom Center di Atene. Prima di concentrare le attenzioni sulla finale tra Olympiacos e Real Madrid, questi i passaggi più interessanti delle dichiarazioni di Chus Bueno, riguardanti l’evoluzione della pallacanestro europea e la volontà di EuroLeague di mantenersi come la sua espressione massima a livello di competizione per club. “Abbiamo avuto diversi problemi col sistema di ticketing per la semifinale tra Olympiacos e Fenerbahce: le questioni sono state risolte, le persone che alla fine non sono potute entrare all’arena nonostante avessero comprato il biglietto erano 187. Sappiamo che per il Fenerbahce è un episodio fastidioso: non possiamo che chiedere scusa, la pallacanestro è e sempre dovrà essere dei tifosi. Per evitare di replicare inconvenienti, per la finale aumenteremo le misure di sicurezza“.
MILAN IN ORBITA EUROLEGA/NBA
“Non conosco personalmente Gerry Cardinale, ma penso che i suoi commenti siano stato irrispettosi e arroganti. Irrispettosi perché sta dicendo che il business della pallacanestro europea non è sostenibile e che lui, come investitore, lo sistemerà, senza considerare l’Olimpia Milano e i suoi 90 anni di storia. Antonello Riva, Dan Peterson, Mike D’Antoni, Dino Meneghin e tanti altri: la famiglia Armani ha costruito una comunità, una cultura, una tradizione, un’identità, penso che si debba rispettare.
Arroganti? La Serie A perde più di €300 milioni all’anno, forse saranno €4 mld in 10 anni. Sa quanto sia difficile avere un’arena di proprietà: il Milan è a San Siro da 100 anni, è uno dei pochi club che non ne possiede ancora uno in autonomia. Eppure dice che sistemerà tutto. Per me è stato un commento infelice. Non penso che l’NBA la pensi così. Stiamo parlando di come creare la migliore partnership, qualunque nome le si voglia dare, e l’NBA comprende e rispetta la comunità del basket“.
RITORNO ALLE PARTITE GIOCATE IN ISRAELE E FINAL 4 2027 AD ABU DHABI
“Non è una cosa che dipende da noi. Noi vorremmo avere un torneo che si sviluppa in maniera normale: se la sicurezza dei giocatori e degli spettatori sarà garantita, saremo i primi a voler tornare. EuroLeague ha firmato un accordo con Abu Dhabi per ospitare anche la prossima edizione delle Final 4, ma al momento non possiamo assicurare la nostra presenza lì. Stiamo valutando un paio di piani B, non ci faremo trovare impreparati nel caso la situazione negli Emirati Arabi Uniti non si risolva entro certi limiti. L’Hapoel Tel Aviv giocherà in Eurolega anche nella prossima stagione, con l’Hapoel Gerusalemme inizieremo a sviluppare discorsi più approfonditi a partire dal 1° luglio per scoprire se il loro eventuale ingresso sia un’opzione per il 2027/28“.
RIENTRO DELLE SQUADRE RUSSE
“Parliamo con FIBA ogni mese della questione: finché non c’è una loro comunicazione ufficiale sul poter riaccogliere squadre di nazionali non accolte in competizioni internazionali non forzeremo la mano. Non vogliamo creare un precedente“.
ESPANSIONE A 22/24 SQUADRE
“In questa stagione ci sono state 9 squadre con grosse instabilità, tra motivazioni economiche, politiche o militari (il 45% delle partecipanti o delle fondatrici, ndr). Con così tante insicurezze non ci siamo sentiti di aprire le porte a tante delle 17 squadre che si sono proposte per diventare franchigie legate a noi. Il primo pensiero è stato conservare il numero di squadre presenti in questa annata: crediamo che in futuro la situazione globale migliorerà e potremo allargarci ancor di più“.
CONTATTI CON P.A.O.K. E ARIS
“Abbiamo parlato con P.A.O.K. e Aris, come con molte altre società. Prima di poter ambire a entrare in EuroLeague, loro come tutte le altre, dovranno dimostrare di avere tutte le componenti interne al club all’altezza della competizione: la via più naturale per strutturarsi è l’ingresso in EuroCup, anche per assorbire l’impatto economico richiesto per far parte di EL“.
Sulla volontà del P.A.O.K. di investire nella pallacanestro, il consiglio è di recuperare il podcast con Andrea Trinchieri, che siederà sulla panchina greca a partire dalla prossima stagione.





