HomeLega BasketEurolega ed EuroCup: lo specchio di tutte le brame (di Werther Pedrazzi)

Eurolega ed EuroCup: lo specchio di tutte le brame (di Werther Pedrazzi)

Ho veduto nascere il sole dai ghiacci di Thule

Ho veduto i riflessi dorati delle moschee

Le onde adulte della Guascogna, gli squali bianchi

I Tucul, le case dei ricchi e ho pianto

(New Trolls)

Beati voi che almeno avete viaggiato.
Che avrete mai da piangere?
Al massimo, qualcosa da rimpiangere.
Bei ricordi, però.
Pensate a noi, piuttosto, vecchi e stramaledetti amanti delle Vu Nere, la torre più antica delle due bolognesi, che vivrà questa settimana di autentica passione pasquale anticipata. Quella che potrebbe significare resurrezione. O definitiva chiusura dentro ad un sepolcro imbiancato. Virtus: ieri sera e venerdì prossimo contro la Joventud Badalona per i quarti di finale di EuroCup, e domenica il derby, che a BasketCity è la partita che non si può perdere. Anche se questo sarà il derby meno chiacchierato sotto le due torri. Ne parlano in pochi. La Fortitudo invischiata nella lotta per la salvezza, e la Virtus che ha ben altro per la testa, avendo dichiaratamente individuato nell’approdo alla EuroLega l’obiettivo stagionale. A proposito: dopo la vittoria contro Reggio la “F” ha scongelato gli stipendi. Pagato. Chiaro che avrebbero pagato, la settimana precedente il derby. Figuriamoci.
La liquidiamo così: hanno fatto la “mossa”, come nella sceneggiata napoletana. Che per la precisione è una rappresentazione popolare assai più divertente e dignitosa di quella andata in scena nella sede di via San Donato a Bologna.

A noi, per piangere ci basta molto meno dei soli sorgenti dai ghiacci, tetti dorati, onde adulte e tukul…
Spesso, semplicemente, uno schermo freddo. Che sia quello di una televisione o di un computer, è da li che arrivano le onde anomale. Che ci rimandano immagini che non corrispondono alla realtà. Almeno non a quella che avremmo desiderato.
Siamo partiti dalla Virtus Bologna?
Perché invecchiando si torna bambini. E forse ritorna anche il rigurgito del nostro tifo infantile, mai confessato o praticato prima d’ora, per etica e dovere professionale, e che risale al tempo lontano in cui un bambino emiliano sradicato e (de)portato in Lombardia aveva soltanto il tifo per rivendicare radici: il Bologna nel calcio e la Virtus nel basket. Che allora si chiamava ancora pallacanestro.
E allora, alla vigilia di questa settimana, ad alimentare la preoccupazione, uno schermo ci rimandava, da Pesaro, una bruttissima Virtus (nonostante la vittoria), impastoiata in attacco anche da una zona di nonna Abelarda, incapace di continuità difensiva, forse perché quando hai troppi califfi offensivi inconsciamente sei portato a credere che comunque, alla fine, farai un canestro in più? Che contro Pesaro è bastato. Ma poi…? Guardi, e pensi. L’hanno fatta proprio sbagliata. La squadra? Chiunque giochi ce ne sono altri cinque scontenti. Giocatori assemblati, o meglio accostati, senza saldature efficaci. Almeno un poco di mastice… E mancano poco più di quattro ore ad una delle partite chiave dell’intera stagione. Ma noi ce ne stiamo ancora qui con un gufo sulla spalla?
Per fortuna, obietterete, che hai confessato simpatia per la vecchia e gloriosa V-Nera. Altrimenti…
Che volete farci? È risaputo che siamo nati al contrario, e successivamente cresciuti nello spirito del salmone, sempre controcorrente: critichiamo soltanto chi amiamo. Dei nemici, che ce ne fotte…

Comunque sono bastate poche ore per restituirci un sorriso, perché la Virtus Segafredo ha battuto la Juventud Badalona 80-75. Mantenendo netto il percorso (17/17 vittorie) in EuroCup e soprattutto conservando il vantaggio interno, e con esso la possibilità di chiudere 2-0 il suo quarto di finale, venerdi sera al Palau Olimpic di Badalona. Malauguratamente sarebbe assicurata la “bella” in casa.
Tutto il resto è noia.
Abbastanza…
Se non fosse per quel sorriso a denti stretti. Come una spugnatura di fiele.
La partita, infatti, ha visto la Juventud davanti per il 70% del tempo, per il 20%in parità e la Virtus avanti per il 10%. Giusto il tempo che contava. Direte. Verissimo. Grazie a Marco Belinelli, il mattatore, 24 punti (più della metà ai tiri liberi, per lui 13/14), alle strenue difese di Pajola e qualche giocata di Hunter…
Se vai a pescare sul fondo, nella rete restano i tiri liberi, nel loro sviluppo lineare e coerente: 22/29 per la Virtus contro il 6/6 di Badalona alla fine del primo tempo (sul punteggio di 41-44 per gli spagnoli), e ancora 31/39 Bologna e 12/14 Badalona al termine della partita. Per il resto Bologna sotto nelle percentuali di tiro (39% contro 45%) e anche nei rimbalzi (27-31). Ma…

Tutto giusto.
Ben gli sta a quei maniscalchi spagnoli, che picchiavano più dei fabbri! Lasciate stare. Che stiamo scherzando, fingendo di far resuscitare nell’animo nostro il tifoso estinto… Mentre il disincanto ci ha mostrato arbitri formato “artigianale”, che poi starebbe a dire, fatti in casa… Fuor dal pelago del tifo, per arrivare alla riva di EuroCup, bisognerà stare molto più attenti venerdì sera in quel di Badalona. Tutti vogliamo la Virtus in cima all’EuroCup, e la prossima stagione nell’Olimpo di Eurolega…La forza non manca. In fondo si tratta soltanto di ritrovare un poco più di armonia nello spartito condiviso, e di altrettanto, solo un pochino, limitare la ricerca delle giocate sopra le righe.
Una cosa, però, l’abbiamo capita: che questa Virtus, forse a suo modo, un’anima ce l’ha. E non è poco.

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