GRECIA
Kostas Papanikolaou, Thanasis Antetokounmpo, Giannoulis Larentzakis, Ioannis Papapetrou, Dimitris Agravanis, Georgios Papagiannis, Michalis Lountzis, Dino Mitoglou, Lefteris Bochoridis, Nikos Rogkavopoulos, Dimitris Moraitis, Nikos Chougkaz, Vasilis Toliopoulos, Dimitris Flionis, Manos Chatzidakis, Lefteris Mantzoukas, Thomas Walkup, Vangelis Zougris
PUNTI DI FORZA e DEBOLEZZE: il 108-86 di Dubai in amichevole con Team USA ha mostrato quali debbano essere le aspettative e le speranze per gli ellenici in questa FIBA WC. Peggior scenario immaginabile e miglior risultato ipotizzabile sono più vicini che mai: le garanzie di rendimento dei principali uomini di rotazione e la capacità di cesellare e adattarsi alle contingenze di coach Itoudis sono indubbie, ma l’imprevedibilità e le decisioni da prendere nei momenti tirati rischiano di trasformare la Grecia in una di quelle squadre che non si vorrebbe mai incontrare ma che, in fin dei conti, rispetto alle altre favorite è indietro ai nastri di partenza.
LA STELLA: per una squadra di pallacanestro, non averne una chiaramente individuabile è un fattore così negativo? Walkup, Papanikolaou, Papapetrou, Larentzakis, Rogkavopoulos, Papagiannis: nessuno di questi è un gradino sopra gli altri, garantendo una notevole versatilità a seconda della specifica situazione di partita. Se il collettivo greco riuscirà a essere un totale maggiore della somma dei singoli, uno scalpo di lusso non è da escludere.
LA SORPRESA: i dubbi sulle qualità tecniche o morali o non esistono o non sono un fattore influente in questa sede di analisi. Quelli sulla tenuta fisica e atletica di Dinos Mitoglou, invece, sono più che legittimi: se l’ex Olimpia Milano saprà garantire una presenza continuativa ed efficiente sul parquet, al momento sorprendente e non preventivabile con assoluta certezza, allora la Grecia avrà a disposizione uno stretch big altrimenti assente nella margherita di Itoudis.
