La rottura tra Mauro Ferrari e il basket bresciano non è solo una questione sportiva. Le modalità con cui l’ex patron della Germani Brescia ha deciso di chiudere la propria avventura hanno aperto una frattura netta anche con le istituzioni cittadine. La sindaca Laura Castelletti e l’ex sindaco Emilio Del Bono hanno entrambi preso le distanze, e le parole usate non lasciano spazio a interpretazioni.
Castelletti è stata diretta: non è stata informata della vendita e lo considera un errore preciso da parte di Ferrari. Lo ha scritto in un comunicato ufficiale, senza giri di parole: «Non sono mai stata informata della vendita ed è stato un errore da parte sua.», come ha dichiarato a Il Corriere della Sera – Brescia.
La sindaca riconosce all’imprenditore la libertà di gestire i propri investimenti come meglio crede, ma è proprio sul metodo che si concentra la critica più dura: le scelte sono state prese in modo riservato, senza coinvolgere chi in questi anni aveva contribuito a costruire il progetto. Questo, secondo Castelletti, ha fatto crollare la fiducia. Le parole auto assolutorie pronunciate da Ferrari nella lunga conferenza stampa non hanno attenuato il giudizio né della sindaca né di Del Bono: «Brescia meritava un epilogo diverso, più trasparente, più rispettoso e più coerente con il rapporto costruito in questi anni.»
Brescia: il tavolo per ripartire
Nonostante la durezza del giudizio, Castelletti guarda avanti. Martedì convocherà un tavolo — la scelta del giorno non è casuale, visto che il lunedì è previsto il consiglio comunale — al quale siederanno tutte le realtà che hanno contribuito a rendere grande il basket bresciano. L’obiettivo è capire se e come si possa costruire un progetto credibile, sul modello di quanto fatto in passato con il Brescia Calcio dopo il fallimento dell’era Cellino, con la cosiddetta Operazione Union:
«Quando la fiducia viene meno bisogna trovare il modo di ricostruirla; il nostro territorio ha già dimostrato di avere idee e risorse, lavoreremo affinché anche in questo caso si possa dare vita a un progetto credibile, valutando tutte le possibilità, come abbiamo fatto con il Brescia Calcio.»
La sindaca ha anche risposto alle critiche arrivate dai consiglieri di Fratelli d’Italia, che avevano accusato lei e Del Bono di aver concesso troppi aiuti alla Germani. La replica è netta: le risorse messe in campo dall’Amministrazione non hanno mai avuto come obiettivo favorire un imprenditore, ma la città.
Sul fronte di Ferrari, la volontà dichiarata è quella di ripartire dalla B1 puntando sul settore giovanile, con l’ambizione di recuperare una credibilità che, nelle sue stesse parole, è stata costruita in anni di lavoro e persa nel giro di un giorno.
Anche Del Bono, che aveva guidato la città durante gran parte del percorso della Germani, non nasconde l’amarezza. Definisce il finale di partita deciso «a tavolino», senza che nessuno degli attori che avevano reso possibile quel cammino — sponsor, figure istituzionali, persone — fosse stato coinvolto: «La città è stata spiazzata ed è triste.»
