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Treviso: Pasquini mette Cappelletti al centro del futuro, cresce il progetto Time Out

La priorità di Federico Pasquini è chiara: blindare Alessandro Cappelletti. Il giocatore è considerato il punto fermo attorno al quale costruire la Treviso Basket della prossima stagione, e fino a quando quella firma non arriverà, tutto il resto passa in secondo piano.

Compresa la questione Weber. Sull’ex reggio Emilia ci sarebbe l’interesse di Napoli — dicunt, come si dice in questi casi — ma la società non ha ancora affrontato il tema in modo definitivo. Prima viene Cappelletti, poi si vedrà.

Treviso: i nomi sul taccuino del mercato

Nel frattempo, dalla A2 arrivano voci non confermate su due possibili obiettivi. come riporta Il Gazzettino di Treviso. Il primo è Pierre Brooks, ala che nella stagione appena conclusa ha viaggiato a 16.9 punti di media. Il secondo è Deshawn Freeman, lungo di Cividale capace di chiudere il campionato con 12.6 punti e 7.7 rimbalzi a partita. Nomi interessanti, ma ancora tutto da verificare.

Time Out: il territorio investe su Treviso

Sul fronte societario, il progetto Time Out continua a prendere forma. Attorno alla struttura del Consorzio — definito il cardine fondamentale dell’identità cestistica trevigiana — si stanno aggregando nuovi imprenditori e professionisti del territorio. Tra i nomi emersi: Patrizio Bof di Infinite Srl, Valter De Bortoli di DB Group, Daniele Francescato del Gruppo Itieffe. Insieme a loro, il presidente Matteo Contento, notaio a Treviso, e Luca Serena, titolare di Serena Wines e già membro del Cda.

Bruno Rossetto, di Crich, spiega così la sua adesione:

«Ho deciso di entrare in Time Out per dare il mio contributo al rafforzamento patrimoniale di Tvb, siamo persone del territorio per il territorio. Mi aspetto di vedere crescere il movimento cestistico, creando un settore giovanile che prima di sfornare campioni, insegni ai ragazzi l’importanza di essere “squadra”. Per quanto riguarda la prima squadra, l’ambizione è di puntare ai playoff ogni anno.»

Mirco Zanato, di Colfert, guarda al Palaverde come a qualcosa di più di un semplice impianto sportivo:

«Il Palaverde non è solo un palazzetto, è un hub dove l’identità trevigiana si esprime ai massimi livelli della Serie A. Mi aspetto una squadra costruita su una base societaria larga e solida, capace di garantire una rosa di alto livello e di confermarsi come un modello di eccellenza nel panorama sportivo nazionale.»

Matteo Contento, che ha aderito al progetto insieme al collega Giuseppe Scioli, sottolinea la necessità di garantire stabilità economica alla società:

«Condividiamo l’esigenza di garantire equilibrio finanziario ad una realtà sportiva tanto amata e seguita. Siamo all’inizio di un processo in cui vogliamo coinvolgere altri investitori qualificati e appassionati.»

Luca Serena chiude con una visione a lungo termine:

«Questa volta entro come Luca Serena, per amore di questo sport e per portare Treviso nel tempo alle piazze che merita, dopo anni di salvezze difficoltose ma sempre eroiche.»

Il messaggio che arriva da tutti questi imprenditori è sostanzialmente lo stesso: credono nel progetto, credono nel territorio, e sono pronti a investire per costruire qualcosa di solido. Il cantiere è aperto.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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