E alla fine anche Luca Banchi si è arreso. La sconfitta della Virtus con l’Alba Berlino, al termine di una partita poco commentabile, è stata la goccia che fatto traboccare un vaso che da troppo tempo cercava con tutte le proprie forze di trattenere dentro di sé il possibile. E le dimissioni, in un contesto sportivo dove per un allenatore è sempre più difficile rinunciare a soldi sicuri, hanno le sembianze di un velo sollevato definitivamente su una situazione societaria ormai ingestibile.
Perché prima ancora delle motivazioni tecniche e personali che hanno portato Banchi a lasciare il proprio incarico, è sulle cause organizzative che l’attenzione dovrebbe porsi.
Che l’ambiente virtussino dietro le quinte sia esplosivo è sotto gli occhi di tutti, in sostanza da un paio di stagioni. Dalle famose –o famigerate a seconda della campana – parole di Sergio Scariolo, che vaticinò con largo anticipo tutto quello a cui si è assistito fino ad oggi. Avendo l’effetto della pallina di neve che rotolando verso valle si gonfia sempre più diventando una valanga che tutto travolge. Ecco, a due anni di distanza oggi la Virtus sembra il paesino che vede la massa di neve pronta ad abbattersi e spazzare via tutto, mentre il sindaco del paese dice agli abitanti di non preoccuparsi, perché tutto andrà bene.
Tra gli addii di Scariolo e Banchi ci sono state troppe situazioni che hanno mostrato una disfunzionalità estrema nella catena di comando virtussina. Mercati condotti navigando a vista, un cambio di proprietà che ad oggi sembra aver portato più problemi che altro e una gestione dello staff, non solo tecnico, che ha fatto acqua da tutte le parti. Il tutto condito dalla solita comunicazione che ha sistematicamente cercato, in maniera sempre più goffa, di nascondere pubblicamente la polvere sotto il tappeto. Inventando sempre una scusa, un capro espiatorio, un appiglio a cui aggrapparsi pur di non puntare il dito indice verso sé stessa. Che fosse un allenatore, proprio o avversario, un giocatore, un arbitro, un giornalista, lo staff medico e infine pure lo stesso azionista di maggioranza. Almeno in quest’ultimo caso cercando, a posteriori, di nascondere esternazioni non proprio felici.

La realtà oggi dice che nel momento in cui la situazione economica non è stata più florida come fino a qualche stagione fa, immediatamente sono venute a galla tutte le lacune organizzative. Perché i soldi possono portarti fino a un certo punto. Ma poi servono competenze alimentate da un sistema funzionale. A maggior ragione se quei soldi cominciano ad essere sempre meno. E tutto si può dire tranne che le competenze presenti siano state messe nelle condizioni ideali per lavorare.
La Virtus, così, si trova in questo momento nuda di fronte alle intemperie. Senza un allenatore alla vigilia di due partite durissime. Con un roster sfiduciato e mal costruito, prima ancora da un punto di vista salariale che tecnico.
Situazione che porta a toccare anche il tasto dei tifosi. Che in questi anni hanno sempre concesso credito, letteralmente visti gli esborsi richiesti per accedere alle partite. Godendo di tanti successi, certo, ma facendo abbondantemente la propria parte in termini di supporto. Che hanno chiuso spesso tutti e due gli occhi davanti a quelle goffaggini che sono via via diventate sempre più ingombranti. Ma che oggi non sembrano avere più voglia di tollerare a oltranza.

Comprensibile, viste le modalità con cui sono stati trattati in questi anni. A colpi di proclami sempre meno sostenibili, ma portati avanti con ostinazione. Probabilmente anche per giustificare le suddette richieste economiche.
La questione, però, è che ormai il piatto, in termini stretti di risultati, piange da un triennio. E si che il primo trimestre di Banchi è stato esaltante. Ma certo non sufficiente a bilanciare lo 0-3 con Milano nelle ultime finali scudetto. I tonfi in Coppa Italia. Il bilancio europeo dell’ultimo anno solare. E quando affidi tutta la tua retorica ai risultati di campo, questo è un notevole problema.
Verrebbe da dire che la speranza è che questa situazione surreale in cui naviga la Virtus da ormai troppo tempo insegni finalmente qualcosa. Ma bisogna anche essere onesti e riconoscere come tale speranza sia stata disattesa troppo in passato per pensare che sia finalmente la volta buona.
Alle porte c’è un altro ribaltone, che avrà nuovamente il sapore di un film già visto in passato. E che, probabilmente, rivedremo in futuro.
