12- FC Bayer Munich (+1)
Contro l’Efes arriva una prova di maturità per la formazione di coach Laso. Vero che i turchi non sono più quelli della doppietta, ma controllare tutta la partita contro una formazione di questo calibro è sinonimo di crescita. Certo che il 13% da tre di Larkin e compagnia ha aiutato, e non poco. Crescita non confermata, come spesso accade, contro il Monaco: partita in cui i bavaresi hanno apporto dai soli Francisco e Edwards, troppo poco per pensare di impensierire i monegaschi.
11- Olympiacos Pireaus (-1)
Coach Bartzokas deve ancora lavorare sulla psicologia di questa squadra. Avanti anche di 15 lunghezze, non puoi permettere a nessuno di rientrare in partita. Men che meno di vincerla come ha fatto la Virus! 12 punti segnati nel solo ultimo periodo, con l’attacco che ha prodotto sempre meno. a Lione è arrivato il classico brodino che non guarisce l’ammalato. Soprattutto pensando che Petrusev ancora non si è inserito nei meccanismi di squadra, e Milutinov che gioca appena 62″ e poi non vede più il campo. C’è da lavorare e parecchio per tornare competitivi ai massimi livelli.
10- Maccabi Playtika Tel Aviv (-2)
Bilancio in parità per i giallo blu, ma a far notizia è il presunto sciopero che gli stranieri faranno per protestare contro il taglio agli stipendi. Sciopero che dovrebbe toccare solo il campionato. Tornando al campo, la partita col Baskonia è il classico gioco del gatto col topo: tutti sanno che i baschi hanno rotazioni ridottissime, per cui basta restare a contatto per poi venire fuori alla distanza, esattamente come fatto dal Maccabi. Contro la Stella Rossa, è la difesa israeliana a fare acqua da tutte le parti: concedere 59 punti in 20′ a una squadra con quel tasso di talento e pensare di poter vincere è un pensiero irrealistico. E di fatti è quello che è successo.
9- Baskonia Vitoria-Gasteiz (-3)
Squadra ostica come non ce ne sono altre in giro per l’Europa. Contro il Maccabi, purtroppo, le rotazioni corte si fanno sentire e, nei secondi 20″, gli israeliani prendono decisamente il comando delle operazioni, con i baschi che trovano punti solo a cronometro fermo negli ultimi 4′ di gioco. A Istanbul, invece, arriva una bellissima vittoria, ancora una volta con un Miller-McIntyre strepitoso, che sfiora ancora una volta la tripla doppia (14 punti, 10 assist e 9 rimbalzi). Prestazione che rischiava di esser vanificata nell’ultimo minuto, quando l’Efes è prepotentemente rientrato, senza però avere il tempo a disposizione per provare un ultimo e disperato assalto.
8- Valencia Basket (-1)
Il Valencia è una squadra che impara in fretta dai suoi errori. Contro il Partizan, dopo un primo tempo equilibrato, il terzo periodo è quello che spacca la partita a favore dei serbi, che alzano i ritmi in attacco approfittando a piene mani del calo delle percentuali dei Taronja. Contro la Virtus, avviene l’esatto contrario: sono gli arancioni a piazzare il break decisivo nel terzo periodo, per poi alzare il muro difensivo impedendo alla Virtus qualsiasi chance di rientro.
7- Fenerbahçe Beko Istanbul (+4)
Coach Jasi ha sudato le proverbiali sette camicie per battere lo Zalgiris, che in tutti i modi ha provato a rovinargli la festa. Partita in cui i turchi si aggrappano alle solide spalle di Tyler Dorsey, ai margini della precedente gestione, oltre che a una solidità difensiva maggiore (soli 30 punti concessi nel secondo tempo). Altra musica a Berlino, con Wilbekin e compagnia che rispettano a pieno lo spartito impostato dal loro coach e vincono molto più agevolmente di quanto reciti il punteggio a tabellone.
