Trae Young a Washington: tutto ancora in sospeso
Gli Hawks hanno ceduto Trae Young ai Wizards in cambio di Corey Kispert e CJ McCollum. Quest’ultimo è diventato sorprendentemente centrale nell’attacco di Atlanta, un dato che può essere letto sia in positivo che in negativo. Senza che Young abbia ancora debuttato per Washington, è difficile spostare il voto degli Hawks in una direzione o nell’altra. Atlanta lo ha tenuto troppo a lungo e lo ha ceduto al punto più basso del suo valore, ma almeno ha provato più volte a ricostruire il roster attorno a lui prima di arrendersi.
Per i Wizards, il valore teorico di Young è semmai aumentato prima ancora di vederlo in campo. Nessuno nel roster è più adatto a gestire le dinamiche di un reparto lunghi che dovrebbe includere Anthony Davis, Bilal Coulibaly e Alex Sarr. Il vero banco di prova arriverà in estate: Young ha una player option e, secondo Marc Stein, le parti si aspettano di raggiungere un accordo per un’estensione. Cifre e durata di quel contratto determineranno se questa operazione è stata un colpo a basso rischio o una scommessa più pericolosa.
Zubac ai Pacers: grande potenziale, ma tanti punti interrogativi
Ivica Zubac non ha ancora giocato per Indiana a causa di una distorsione alla caviglia sinistra. Il fatto che i Pacers non abbiano fretta di farlo debuttare suggerisce la volontà di proteggere la prima scelta 2026 ceduta ai Clippers (protetta 1-4 e 10-30, che si trasforma in una prima non protetta 2031 se non viene trasferita).
La prospettiva per la prossima stagione è intrigante: Zubac in salute, Tyrese Haliburton di ritorno, Pascal Siakam, Andrew Nembhard, Aaron Nesmith, un Jarace Walker più maturo e una scelta alta al draft. Ma la scommessa sul recupero di Haliburton da un infortunio al tendine d’Achille resta il grande rischio dell’intera operazione. Inoltre, avere un record tra i peggiori tre della lega garantisce solo il 52.1% di probabilità di finire nella top 4: praticamente un lancio della moneta.
Per i Clippers, il quadro è favorevole. Avranno almeno il 47.8% di possibilità di ottenere una scelta tra la quinta e la nona posizione. In caso contrario, si ritrovano con due prime scelte non protette abbastanza lontane nel tempo da mantenere appeal come asset di scambio. Bennedict Mathurin, arrivato nell’operazione, ha mostrato alti e bassi nelle prime otto partite ma sta andando in lunetta con costanza.
Anthony Davis ai Wizards: Dallas non convince
Lo scambio che ha portato Anthony Davis a Washington continua a non entusiasmare dal punto di vista di Dallas. C’è una possibilità concreta che i Mavericks finiscano con una sola delle prime scelte coinvolte, destinata a essere la numero 29 o 30. Pur avendo ottenuto un significativo alleggerimento salariale — oltre 65 milioni in meno per la prossima stagione, assumendo che D’Angelo Russell eserciti la sua player option — resta la sensazione che Dallas avrebbe potuto ottenere di più in termini di scelte se fosse stata disposta ad assorbire contratti più lunghi. Per una squadra che non controlla la propria prima scelta dopo quest’anno fino al 2031, la priorità dovrebbe essere il capitale al draft.
Per i Wizards, il costo opportunità resta minimo. Washington non ha ceduto asset di primo piano né equity al draft significativa. Davis non ha ancora giocato, ma l’incastro difensivo con Alex Sarr appare naturale. In attacco sarà più complicato: AD non tira da fuori, e sebbene Sarr stia colpendo il 40% da tre dal deadline in poi, dovrà aumentare il volume per aprire adeguatamente il campo.
Il voto potrebbe peggiorare se i Wizards dovessero offrire a Davis un’estensione contrattuale ricca in estate. Per ora, la gestione prudente del front office guidato da Will Dawkins merita il beneficio del dubbio.
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